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Come parlare in classe del cambiamento climatico

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Come parlare in classe del cambiamento climatico
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Il riscaldamento globale è una realtà che riguarda il futuro dei nostri alunni. Abbiamo chiesto a Luca Mercalli, il meteorologo più famoso d’Italia come spiegarlo ai bambini della primaria.

«Il nostro pianeta è malato, ha un’intossicazione che abbiamo provocato noi. È come se fosse
un corpo umano con la febbre. Tutto è stato causato dal carbone e dal petrolio che abbiamo bruciato. Questa intossicazione ha fatto venire la febbre al pianeta Terra che oggi ha già un grado in più di quanto dovrebbe avere di norma. Che cosa succede ora?». A salire in cattedra per noi è il meteorologo Luca Mercalli al quale abbiamo chiesto come parlare in classe del cambiamento climatico (per una scuola primaria).

LA DIAGNOSI: IL PIANETA HA LA FEBBRE

Primo passaggio: spiegare l’effetto serra. «Va detto che nell’ultimo secolo» spiega Mercalli «gli uomini, bruciando carbone, petrolio e gas (combustibili fossili) a effetto serra, soprattutto CO2, hanno reso più spessa la coperta chimica. Una coperta più spessa trattiene più raggi infrarossi di quelli necessari in natura e riscalda chi ci sta sotto, cioè noi. Troppa CO2 infatti non permette l’uscita dell’energia solare ricevuta sulla Terra e allora il calore resta intrappolato. In questo modo la temperatura del nostro pianeta aumenta e l’ambiente soffre per il troppo caldo. Se l’uomo continua a inquinare così tanto, nei prossimi anni il clima diventerà più difficile da sopportare e l’effetto serra risulterà pericoloso».

Una volta compreso il meccanismo dei cambiamenti climatici, Mercalli suggerisce di spiegare la situazione in cui si trova il nostro pianeta. «La Terra è come se avesse un po’ di febbre: circa un grado in più del normale. Ma se non facciamo nulla per curare il clima inquinando meno, la febbre salirà fino a 5°C entro il 2100, rendendo il pianeta poco ospitale per noi. Se invece interveniamo in fretta per ridurre l’inquinamento atmosferico, allora possiamo limitare la febbre a un paio di gradi in più».

EFFETTI DELLA MALATTIA

A questo punto Mercalli consiglia di illustrare con esempi concreti le conseguenze dei cambiamenti climatici. Pensiamo all’aumento dei livelli marini. «Ai bambini farei l’esempio di Venezia. Con la fusione dei ghiacciai e il riscaldamento delle acque, il livello degli oceani aumenta: negli ultimi 100 anni è già salito di 20 centimetri. Attualmente Venezia durante gli episodi di acqua alta viene sommersa fino al piano terra di molti edifici, ma in futuro l’inondazione potrà diventare permanente».

Altro esempio, la siccità. «Se entro il 2100 la temperatura media aumenterà di 5 gradi le grandi pianure si desertificheranno, non si potrà più coltivare né allevare animali e le persone dovranno lasciare le loro fattorie e trasferirsi altrove per sopravvivere».

Ancora, le ondate di caldo. «In estate l’effetto serra causa ondate di caldo sempre più intense, frequenti e prolungate con grande disagio per tutti, in particolare per la salute degli anziani. I problemi causati dalle ondate di caldo saranno ancora più forti nelle città in cui il cemento e l’asfalto assorbono molto calore e poi lo rilasciano nell’aria, anche di notte: un fenomeno chiamato isola di calore urbana. Qui le temperature medie potrebbero aumentare di otto gradi in futuro e nelle giornate più calde si potrebbero toccare i 50°C nelle città più meridionali di Europa e Stati Uniti».

LA CURA

Alluvioni, arrivo di insetti dannosi, riduzione della neve, crisi del turismo invernale, sono alcune conseguenze del cambiamento climatico.

A questo punto è fondamentale spiegare ai bambini che cosa possono fare per limitare i danni. «Ci sono gesti così individuali che non serve che ce li ordini Trump, ma sono azioni che ciascuno di noi può mettere in atto».

Bisogna dire che ognuno può fare la differenza. Come? Prestando maggiori attenzioni alle abitudini quotidiane e convincendo genitori e amici a fare scelte ecologiche. «Purtroppo il cambiamento climatico è un ambito di ricerca piuttosto nuovo e non è ancora entrato nei programmi scolastici. Agli insegnanti suggerirei alcuni libri sul tema rivolti proprio ai bambini. E poi tenersi continuamente aggiornati: in Rete c’è parecchio materiale. Meglio però scegliere di informarsi sui grandi siti, come per esempio quello della Nasa o quelli dei servizi meteorologici mondiali. Tutti questi enti hanno una sezione dedicata al cambiamento climatico».

COSA PUOI FARE TU: 8 PICCOLI GESTI QUOTIDIANI

  1. NON LASCIARE SCORRERE L’ACQUA MENTRE TI LAVI I DENTI
  2. SPEGNI SEMPRE LA LUCE E LA TV QUANDO ESCI DA UNA STANZA
  3. FAI LA DOCCIA AL POSTO DEL BAGNO PER SPRECARE MENO ACQUA
  4. VAI A SCUOLA CON I MEZZI PUBBLICI, A PIEDI O IN BICICLETTA
  5. FAI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
  6. NON UTILIZZARE OGGETTI USA E GETTA DI PLASTICA
  7. NON SEGUIRE LE MODE, CERCA DI TENERE SCARPE, VESTITI E CELLULARE FINCHÉ FUNZIONANO
  8. CONVINCI I TUOI GENITORI A USARE L’ENERGIA RINNOVABILE E LE LAMPADINE LED

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