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Io odio il Natale! Consigli di sopravvivenza alle feste natalizie

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Kit di sopravvivenza al Natale per quelli che... CHE STRESS, IL NATALE.
 

Natale è alle porte: al cinema e in tv danno solo film in tema, le strade sono piene di luci colorate e alla radio trasmettono 24 ore su 24 canzoni natalizie... Se a leggere queste parole ti trasformi in Grinch, l’elfo puzzolente dell’omonimo film che urla “Il Natale? LO ODIO!”, anche tu potresti soffrire di stress natalizio.

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Pro e contro. I periodi festivi in genere piacciono a tutti, specialmente perché non si va a scuola, si gioca e si mangiano un sacco di dolci. Tuttavia un sondaggio pubblicato da una società che produce batterie, rivela alcuni lati del Natale che creano ansia. Per gli adulti ai primi posti ci sono la corsa
ai regali (33%), le spese eccessive (29%) e il traffico (26%). A stressare grandi e piccoli, invece, sono l’appuntamento con la famiglia allargata (17%) e i regali da ricambiare (36%).

 

Ammazza la noia. Secondo Antonietta Vitiello, psicoterapeuta infantile, il Natale «è un’occasione per fare delle cose insieme, adulti e bambini. Il segreto per non annoiarsi, quindi, è coinvolgere gli adulti. I più piccoli possono chiedere a mamma e papà di portare alla festa dei lavoretti da fare insieme». Li potete cercare su Internet, stampare prima del grande giorno  e raccogliere tutto l’occorrente per realizzarli in una borsa da portarsi dietro. «I più grandi, invece, possono dedicarsi a ciò che più amano fare», continua Vitiello. Per esempio, se sai disegnare o scrivere bene, porta un diario e racconta in tempo reale i momenti più divertenti, riempiendolo anche coi disegni e le dediche dei parenti. «Oppure proponiti come fotografo e videomaker della giornata e poi fatti aiutare dal papà o da uno zio a cercare su Internet i programmi per montare i video e mandarli ai parenti. È anche un modo per sentirsi importanti: tutti si ricorderanno che quello l’hai fatto proprio tu», dice la psicoterapeuta.

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Un altro metodo scaccia-noia è invitare un amico se senti che a Natale non ha programmi: se porta anche la mamma o il papà sarà piacevole anche
per i tuoi genitori, specie se si conoscono già.
La visita alla zia. Anche quest’anno ti tocca il giro di visite ai parenti, che ti fanno sempre le stesse domande, tipo: “Ce l’hai la fidanzata?”. Che fare? «Dire chiaramente, e tranquillamente, quello che non ti va a genio, anche ai parenti, non è maleducazione», assicura Vitiello, «anzi, fa conoscere agli altri la nostra personalità». Puoi rispondere, per esempio: «Cara zia Adalgisa, guarda che sono cresciuta, queste domande non mi fanno piacere. Invece
adesso mi piace cucinare; mi daresti la ricetta della tua famosa torta?»
. Se
poi la visita diventa troppo lunga puoi stabilire prima con tua mamma un tempo limite per ciascun parente. In ogni caso certe chiacchierate è difficile interromperle, tipo quelle che riguardano acciacchi o pettegolezzi non proprio divertenti. Insomma, bisogna rassegnarsi. Anzi, Antonietta Vitiello avvisa: «Imparare a tollerare le visite è ducativo: prestare attenzione anche ai discorsi che fanno i grandi aiuta a calarti nella realtà che ti circonda, perché i fatti che coinvolgono la tua famiglia riguardano anche te».

I riti. Ci vogliono i riti, come dice il Piccolo Principe nell’omonimo libro. E
quando la volpe chiede “che cosa sono i riti?”, lui risponde “è quello che rende un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora diversa dalle altre ore”. Vale a dire: stare insieme. Oggi capita in media una volta all’anno, a Natale. Se ti
sembra ancora troppo, pensa ai nostri avi nel Neolitico: vivevano in 20 parenti nella stessa capanna e stavano insieme tutti i giorni per 24 ore di fila (v. Focus Junior n. 105)... Non ti senti fortunato?