La Festa di San Martino: storie e usanze di un giorno molto particolare!

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L'11 novembre, in molti paesi italiani, si celebra la Festa di San Martino, o Estate di san Martino. È un'importante ricorrenza che unisce la liturgia cristiana alla tradizione contadina legata all'apertura delle botti di vino novello e ai piaceri della buona tavola. Scopriamola assieme!

La Festa di San Martino dell'11 novembre è una ricorrenza molto sentita in tanti paesi e cittadine d'Italia, tanto che perfino Giosuè Carducci si ispirò a questa data - che in molte zone era un giorno non lavorativo - per comporre una delle sue poesie più celebri, San Martino appunto.

Ma chi era San Martino?

Martino di Tours fu un vescovo cristiano che visse nel IV secolo d.C.

 

Nato in Pannonia, una regione dell'Impero Romano che ora corrisponde in parte alla moderna Ungheria, Martino era figlio di un veterano di guerra che lo spinse ad arruolarsi come soldato scelto una volta raggiunta l'età giusta.

 

Come membro dell'esercito Romano, Martino venne spedito in Gallia e lì avvenne il fatto che gli cambiò l'esistenza. Secondo la tradizione infatti, durante una ronda a cavallo, Martino notò un mendicante male in arnese che tremava per il freddo. Mosso a pietà, Martino tagliò il suo bel mantello (la cappa militare) a metà e lo condivise con il pover'uomo.

Quella stessa notte gli comparve in sogno Gesù Cristo.

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Un dipinto del '600 che mostra il momento in cui il soldato Martino taglia il mantello per condividerlo con il mendicante | Ipa-agency

Dopo questo episodio Martino, che non era battezzato, intraprese il cammino della Fede e divenne un cristiano a tutti gli effetti.

 

Dopo vent'anni passati a servire l'Impero, Martino decise infine di lasciare l'esercito e dedicarsi alla vita monastica.

 

Come fervente servo di Dio, Martino viaggiò in lungo e in largo per convertire i pagani e alimentare il culto cattolico, soprattutto nelle campagne, per le quali il futuro santo ebbe sempre un occhio di riguardo.

La sua propensione ai viaggi lo rese il santo patrono dei pellegrini!

Martino divenne vescovo di Tours nel 371 d.C, anche se qualcuno storceva il naso per le sue origini plebee. Come vescovo, Martino fece costruire monasteri, curò le anime dei suoi fedeli e, secondo la tradizione cristiana, compì diversi miracoli che gli valsero la santificazione.

 

San Martino morì l'8 novembre 397 d.C, ma il funerale fu celebrato tre giorni dopo e infatti la sua festa cade proprio l'11 novembre.

 

La Festa di San Martino

Proprio la sua vita tra le campagne e i ceti più bassi, il culto di San Martino è strettamente legato a riti e usanze della tradizione contadina.

Lo stesso giorno di San Martino cade proprio in un periodo di gran fermento per il mondo campestre.

In questi giorni infatti nei vigneti si aprono le botti per i primi assaggi del vino "novello" (da qui il detto: "a San Martino ogni mosto diventa vino") e in antichità era pratica comune rinnovare i contratti agricoli e tenere grandi fiere di bestiame.

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| Pixabay

L'11 novembre è anche conosciuta come Estate di San Martino, poiché di solito in quella settimana l'autunno si fa più mite e non è raro incontrare giornate molto soleggiate.

Questo, però, avveniva prima del cambiamento climatico!

La Festa di San Martino insomma è un'occasione, oltre che per glorifcare il santo, per celebrare i frutti della terra e l'abbandonaza del buon cibo.

 

Oltre a riempire i bicchieri infatti, a San Martino si riempiono le pance, soprattutto in un paese con una variegata tradizione culinaria come l'Italia.

 

Carne alla brace e caldarroste ad Ascoli, pittule e vino nel salentino e biscotti tipici a Palermo: tutta l'Italia si mette a tavola per San Martino e tra i tantissimi piatti della tradizione, l'oca è una delle pietanze più gettonate.

Perché?

Tutto risale ad un altro episodio della vita di San Martino.

 

Si dice infatti che quando Martino venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo, l'umile prete, che voleva rimanere un semplice monaco, si nascose in un tugurio di campagnia. A smascherarlo però fu il gran rumore provocato dalle oche che scorazzavano per l'aia e quindi il chierico, scoperto dai paesani, dovette accettare l'incarico.

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Lo starnazzare delle oche svelò il nascondiglio di san martino. Per questo in molti paesi, non solo in Italia, l'oca è la portata principale del pranzo di San Martino | Pixabay

Una spiegazione meno romantica risiede invece nel fatto che a novembre le oche migrano verso sud e quindi sarebbe molto più facile cacciarle mentre si trovano in volo. 

Ma così si perde tutto il fascino del mito!

La festa è poi particolarmente sentita a Venezia e dintorni, dove oltre a messe e riti religiosi si preparano i dolcetti di San Martino, dolci biscotti di pasta frolla con la forma del santo a cavallo e armato di spada.

09 Novembre 2017
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