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Vietato l’ingresso ai cani e… agli italiani

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Ciao Andrea, mi chiamo Claudia (Clà) e ho un grosso problema. Ogni anno vado per 2 settimane in un campo estivo in montagna, lontano da casa, molto spesso al nord . Lì ci sono bambini e bambine di tutta Italia e molti mi prendono in giro . Sai perché? Perché sono di Napoli ! Ti rendi conto? Mi chiamano ladra, monnezzara ... offendono la mia famiglia, dicono che siamo tutti camorristi ! Io cerco di far capire loro che Napoli è una città bellissima, con lati negativi come tutte, ma loro non lo capiscono. So bene che nella vita incontrerò milioni di persone così ma mi dici come farli smettere ? Io sono molto sensibile e spesso quando sono sola piango ma non posso piangere e stare zitta per tutta la vita! Rispondi per favore. Claudia

Ciao Claudia, tu mi scrivi che ti prendono in giro perché sei napoletana. Ma c’è anche Lilly96summer, pugliese, che non sopporta sentir parlare di “ terroni ” e “ terronia ”. E che dire di Cmis00: ha un’amica che non vuole mangiare una pizza se l’ha fatta una donna del Burkina Faso . C’è anche Tutenstein007?: le rubano la merenda perché è egiziana;  oppure Marcus@: va in una scuola privata dove prendono in giro una ragazza perché è meticcia;  oppure ancora Sofia, ragazza nera italiana: a volte, mi scrive, le sembra di essere ritornata all'epoca di Martin Luther King
Ne ricevo tante di queste lettere e mi danno sempre una gran tristezza. Anche a me, come a Sofia, sembra di essere tornato indietro . Soprattutto quando sento persone che dovrebbero rappresentare il nostro Paese e dare l'esempio a tutti noi proporre di prendere le impronte digitali ai bambini di una particolare etnia (Roberto Maroni, Ministro dell’Interno nel 2008) o suggerire di creare vagoni riservati della metropolitana solo per i milanesi (Matteo Salvini, deputato e segretario della Lega Nord) o dire che "i Rom sono la feccia dell'umanità (Gianluca Buonanno, Europarlamentare della Lega Nord). Anche di queste ne ho sentite a decine e, oltre che tristezza, mi fanno anche un po’ schifo. La risposta migliore che posso darti è riportare un’altra lettera di un altro lettore, Gabriel, che dice “Ciao Andrea, vivo a Trossingen, in Germania. A scuola una volta mi hanno detto " Italiano di m***a ". Io l'ho detto al prof. Lui non ha fatto niente. Adesso la storia è finita ma un altro amico mi dice sempre: "Tu sei italiano. Fallo tu!". Non vorrei che riprendessero a dirmi di nuovo dietro di tutto. Che cosa devo fare?”. 

 

Tu pensa…   pure i tedeschi son razzisti ! Solo che stavolta la vittima siamo noi   italiani . E che dire dei belgi che, dal dopoguerra, iniziarono a ospitare migliaia di   minatori   dal nostro Paese: fuori dai bar potevi trovare cartelli con scritto " VIETATO AI CANI E AGLI ITALIANI" (foto a sinistra) .

 

Forse, allora, il problema è solo che l’idiozia non ha paese, regione, città, quartiere, colore politico. Anzi, la cosa più pericolosa del razzismo è che può contagiare tutti . Anche me, che magari ho subito un torto da una persona di colore e inizio a pensare che me l’ha fatto perché È di colore . O Francy, che razzista non è ma ha un compagno indiano che puzza e magari inizia a pensare che puzza perché È indiano .
Il razzismo può essere ovunque, anche in un breve pensiero. Però i razzisti, quelli veri, che fanno di quel pensiero sbagliato, motivo di vanto e bandiera politica, hanno nomi e cognomi. Conviene segnarseli: loro non meritano il nostro silenzio e noi meritiamo di meglio delle loro parole.