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Natale in tempo di crisi

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Caro Andrea, con questa cavolo di crisi mi sto deprimendo troppo . Me ne sono accorto dalle persone che piangono ogni giorno e dai negozi: quelli che mi piacciono non esistono più. Sono sicuro che tu mi dirai "non rompere" ma non credo che tu possa ignorare questo argomento. Matti20

Dico che hai ragione. La crisi deprime anche me. Mi deprime l'idea che mio figlio avrà probabilmente meno opportunità di me e che, a mia volta, io vedo probabilmente il futuro più nero di quanto lo abbia mai visto mio padre. Mi spaventa l'idea di un mondo così, alla rovescia .
Però devo dire che la crisi mi fa anche arrabbiare. Perché, a volte, qualcuno la usa un po' come scusa. Per farti abbassare la testa con la minaccia di toglierti quello che hai. Sanno essere così convincenti che, alla fine, inizi anche tu a usare la crisi come scusa con te stesso : “tanto a cosa serve provare a fare le cose diversamente?”, “ormai è troppo tardi”, “tutto va a rotoli, che cosa posso farci io?”. E ti deprimi, appunto. E ti chiudi sempre più in te stesso: risparmi, metti da parte, tagli e magari inizi a guardare gli  altri con sospetto perché, anche loro, potrebbero portarti via qualcosa. È un circolo vizioso : la crisi ti deprime, la tua depressione alimenta la crisi, tu ti deprimi ancora di più e così via all'infinito. 
È, quel che si dice, la guerra dei poveri . Come la si evita? Cantando. Magari un vecchio slogan degli Wobblie, un'organizzazione di lavoratori fondata negli Stati uniti nel 1905, che dice “un torto fatto a uno è un torto fatto a tutti” . Ma forse va bene anche una canzone più moderna come quella dei REM, che dice “è la fine del mondo come lo conosciamo (e mi sento bene)” . L'importante è non stare in ansia con il capo sempre chino a cercare di evitare la buccia di banana che prima o poi qualcuno ti tirerà per farti scivolare. Tanto non è una buccia di banana. È un gigantesco meteorite che ti sta per cadere sulla testa quello che potrebbe arrivare. Tanto vale lasciar perdere l'ansia, fare un bel respiro e guardare in alto . Il meteorite se arriva non lo eviti. Ma magari, nel frattempo, ti inventi qualcosa di nuovo per andare avanti in maniera diversa.
Occorre coraggio, fiducia nel prossimo, entusiasmo, passione e generosità per farlo. Un'incredibile dose di generosità. Come quella di quei capi indiani che, per dimostrare la propria superiorità all'avversario, dilapidavano intere fortune per ricoprirlo di regali in un rito chiamato potlach . Una guerra all'ultimo dono. Una festa. Un Natale permanente . Non so se è questa la ricetta anti-crisi. So che potrebbe essere divertente provare. In fondo, se il mondo va alla rovescia, bisogna anche un po' provare a rovesciare il mondo
BUON NATALE A TUTTI!