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La scienza del sorriso: ne esistono tre tipi!

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La scienza del sorriso: ne esistono tre tipi!

Con una semplice espressione facciale possiamo comunicare felicità, vicinanza emotiva e amicizia, ma anche sentimenti spiacevoli come imbarazzo, scherno o superiorità ostile. Scopri con Focus Junior tutti i significati dietro al sorriso!

Il sorriso è una delle espressioni facciali più immediate e spontanee che impariamo a utilizzare fin da piccolissimi.

Nei primi mesi di vita infatti già si sorride per imitare gli adulti. Poi, mano a mano che si cresce, ci abituiamo a sfoderare un bel sorriso nelle più svariate occasioni.

Ma quante cose si possono comunicare con un sorriso?

L'espressione che di norma viene associata alla felicità, non ha infatti un solo significato. Quante volte ad esempio vi siete trovati a sorridere per nascondere l'imbarazzo di una figuraccia? 

 

Questo accade perché le espressioni facciali cambiano il loro significato in base a differenze che, prese singolarmente, appaiono impercettibili, ma che nel complesso stravolgono completamente il messaggio da inviare alla persona che ci sta davanti. 

 

Un team di studiosi della Cardiff University, della University of Glasgow e della University of Wisconsin-Madison ha studiato a lungo i segreti del sorriso e dopo mesi di ricerca, gli scienziati sono riusciti a capire che benché il gesto di sorridere coinvolga più o meno sempre gli stessi muscoli facciali, la diversa combinazione e intensità dei vari movimenti può produrre effetti molto diversi.

La differenza non si vede, ma si capisce!

Nella classificazione dei vari tipi di sorriso, i ricercatori hanno creato tre grandi categorie, ognuna con un effetto comunicativo ben distinto.

 

  • Sorriso di gratificazione: è contraddistinto da labbra molto tirata, fronte sollevata, muscoli zigomatici ben alzati e piccole rughe agli angoli degli occhi (le cosiddette "zampe di gallina"). Questa espressione, che potremmo riconoscere come "il più sincero dei sorrisi", ci viene automatica quando vogliamo far capire all'altra persona che apprezziamo quello che ha detto o che ha fatto. O semplicemente che apprezziamo lui!
  • Sorriso di affiliazione: lo usiamo per far capire al nostro interlocutore (cioè la persona con la quale stiamo parlando) che gli siamo vicini emotivamente. Questo sorriso viene utilizzato soprattutto quando "l'altro" è in difficoltà e noi vogliamo offrirgli il nostro supporto. È simile al sorriso di gratificazione, ma si esegue con labbra più serrate e premute tra di loro.
  • Sorriso di superiorità: è caratterizzato da zigomi molto sollevati, sopracciglia inclinate e naso leggermente arricciato. La bocca inoltre prende una piega leggermente "diagonale", rendendo il sorriso assimetrico. A differenza delle altre due, questa espressione non è usata per mettere a proprio agio chi ci sta davanti, ma comunica il fatto che noi "ci sentiamo superiori" rispetto ad una cosa che fatto o che ha detto.

«Questi tre sono i tipi-base, utili a coprire diverse situazioni sociali come composizione di questi tre gruppi - ha spiegato Magdalena Rychlowska, psicologa sociale dell’Università di Cardiff e firma di spicco dello studio - Ad esempio, un "sorriso orgoglioso" può mescolare elementi del sorriso di gratificazione e del sorriso di superiorità».

 

Lo studio, pubblicato anche sulla rivista Psychological Science si è servito di un campione di soggetti ai quali sono state mostrate 55 espressioni differenti riprodotte al computer nel tentativo di individuare una delle tre categorie di sorrisi. Le risposte hanno contribuito a scovare i segnali più evidenti di queste diverse sfumature nascoste dietro un semplice sorriso.

 

 

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