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Ho paura di morire

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Ciao Andrea, è ormai da 5 anni che ho questo problema. Continuo a pensare a: " che ne sarà di me quando morirò?". E ogni volta che devo comprare qualcosa, mi faccio sempre la stessa domanda: "che cosa le succederà, quando non lo userò che fine farà ?". In poche parole ho la "para" di morire (anche se ascolto heavy metal e mi vesto sempre di nero). Questo pensiero mi sta rovinando la vita . Luigigoth

Ciao Luigigoth, la poetessa Alda Merini , a un intervistatore che voleva fare il simpatico chiedendo a lei, già anziana, “che cosa farà da grande? ”,  ha risposto: “sarò morta” . E, pensa un po', ci ha azzeccato! È infatti scomparsa l'1 novembre del 2009, tra l'altro proprio il giorno precedente a quello dei morti (2 novembre).
Non sono sicuro che le cose siano andate esattamente così ma questa storia mi piace molto. Innanzitutto per l'ironia della risposta ma soprattutto perché, in un lampo, ti fa capire perché la cosa della quale parliamo di meno sia anche una delle cose  alla quale pensiamo di più . Alla morte pensiamo tutti. Sempre. Anche da piccoli. E a volte ce ne vergogniamo . Come fosse un segreto da non confessare. Come quando siamo così tristi che ci sembra che gli altri possano addirittura sentire la puzza.
Eppure è normale pensarci, visto che è l'unica cosa certa è sicura che ci può accadere nella nostra vita. Ma il punto è proprio questo: visto che è sicuro che schiattiamo, moriamo, tiriamo le cuoia tutti ma proprio tutti, perché angosciarsi? Non è una cosa che può andare bene o male, non c'è un'alternativa per cui preoccuparsi, un piano B: è proprio sicuro-sicuro che prima o poi finiamo sotto terra .  Insomma, per dirla in un modo un po'  filosofico: “c'è una soluzione a questo problema? Sì? Allora non preoccuparti. No? Allora non preoccuparti?”. Non vale la pena rovinarsi la vita perché prima o poi moriamo. 
Anzi, mi hai dato un'idea. Invece di chiederti soltanto “che cosa succede alle cose quando smettiamo di usarle?” perché non provi a scoprirlo di persona. Segui nel tempo le tue scarpe quando non ti staranno più. Oppure ritrova un oggetto a cui eri affezionato e che adesso non è più tuo. Come ha passato tutto questo tempo? Con chi è stato? Anche le cose, come le persone, a volte hanno una bella storia da raccontare. E sono proprio le storie l'unico, efficace antidoto che conosco alla “para della morte”.
PS
Se la domanda invece è cosa farò “da morto'” be' non so proprio risponderti perché sono ateo (e non lo dico per vantarmi ma semplicemente perché mi sembra giusto essere onesti). Però, per ridere, mi verrebbe da dire che è molto semplice... lo ZOMBIE ! ;-

 

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