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I vostri racconti di Natale | Una notte con Babbo Natale

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Un racconto di Natale davvero emozionante scritto a 3 mani dai focusini Gaia, Marta e Chiara: "Una notte con Babbo Natale". Leggiamolo insieme!
 

Era una notte fredda. Una notte fredda e buia. Carola era accoccolata sulla larga finestra a osservare le strade vuote colme di neve e le risate che provenivano dalle case.

 

Era una notte. Ma non una qualunque: era la notte della Vigilia. I fiocchi candidi e morbidi danzavano nell'aria e le luminarie occhieggiavano dalle vetrine dei negozi. Atterravano in un sublime silenzio, confondendosi con il paesaggio.

 

In lontananza si udì una risata. La mamma, il papà e il fratello più grande della bambina erano ancora in salotto a chiacchierare e cantare, ma lei era stata mandata a letto.
- Oggi ti sei svegliata presto. Vai a dormire, i regali li troverai domattina sotto l'albero - aveva detto la mamma alla bambina di sette anni. Ma Carola non aveva intenzione di dormire: lei amava il Natale, ce l'aveva impresso persino nel nome!

Restò seduta sulla finestra per due o tre ore a rimirare quel paesaggio così bello, così natalizio che nonostante fosse freddo, suscitava in lei una piacevole sensazione di calore. Il cielo era scuro come la pece, punteggiato di stelline bianche che a Carola ricordavano le brillanti decorazioni che quell'anno aveva appeso all'albero. Era soddisfatta del suo lavoro, e quelle stelle le ricordavano il suo impegno.

 

Quando vide la sua famiglia andare a letto si rese conto del tardo orario e si infilò lentamente sotto le coperte, sbadigliando. Non fece nulla per contrastare il sonno che si nutriva delle sue energie. Si addormentò subito, cullata dalle echi dei canti lontani. Erano le tre e mezzo quando Carola si risvegliò.

Rimase un po' a godersi il dolce calduccio, quando ad un tratto un rumore che la prese alla sprovvista provenire dal salotto. "Macché... non sarà niente...." si disse, ma quando si ripetè cominciò apreoccuparsi. "E se fosse un ladro?!?". Ebbe l'istinto di correre dai suoi genitori e rannicchiarsi tra di loro, ma un nuovo, splendido pensiero le attraversò la mente: "Babbo Natale!".

Si alzò e, piano piano, con un'invisibilità che solo i bambini possono avere, e una forte, folle determinazione, attraversò il corridoio ed entrò nel salotto decorato a festa. Ciò che vide la lasciò stupita, felice, sorpresa ed eccitata allo stesso tempo. Un omone dai riccioli bianchi, un vestito rosso e bianco stava addobbando l'albero con orsacchiotti, biscottini a forma di calza di Natale, fili che sembravano fatti di vera luce e candele.

- Babbo Na... - esordì, ma la voce le morì in gola, tanta era l'emozione. L'uomo rise: una risata grave, profonda e pastosa, e le disse: "Carola, bambina mia, ti aspettavo". La bambina lo guardò curiosa e avida di sapere e mormorò:
-Cosa significa questo...?.

 

Babbo Natale rise nuovamente, se la mise sulle ginocchia e cominciò:
- Devi sapere che ogni bambino incontra per davvero me solo una volta nella vita e che da quel giorno ha qualcosa in più: felicità, gioia, saggezza e tante altre belle cose. E quest'anno, Carola mia, tocca a te. Tutti gli anni precedenti a questi sono stati i tuoi genitori a farti regali fingendosi me. Che Dio li benedica, una volta ho incontrato anche loro, ma crescendo gli uomini dimenticano me e il vero Natale. Sei Carola, giusto?

 

Babbo Natale rise allo strabuzzare degli occhi increduli e azzurri della bambina.
- Purtroppo mi dimenticherai - aggiunse l’uomo per rincarare la dose.
- Ma io non voglio dimenticarti! - protestò Carola, guardando affascinata l'aria intorno a sé, che si era intanto riempita di pagliuzze dorate.
- Lo farai, Carola. Lo fanno tutti, prima o poi - lui le accarezzò dolcemente i capelli morbidi e castani che le ricadevano setosi sulle spalle.

La bambina sorrise:
- Deve essere faticoso portare i doni a tutti i bambini del mondo! Sai Babbo Natale, mi piacerebbe molto aiutarti!
- Questo è vero - rispose l’uomo pensieroso - ma con un poco di aiuto e di Buona volontà ce la posso fare! Sai, il lavoro è molto, questo è vero, ma viene ricompensato.
- In che senso!?- chiese  la bambina perplessa.
- Sai Carola, dietro ad ogni cosa c’è amore, io amo il mio lavoro! Nessuno ha mai messo in dubbio quanto sia faticoso lavorare tutto l’annocome me! Però c’è il piacere di vedere che i propri sacrifici hanno avuto effetto! Il piacere di vedere un bambino sorridere, giocare, divertirsi, il piacere di vedere bambini felici e allegri dopo aver ricevuto un dono. Il dono non è tutto, è vero! Ma se si fa con amore, e dietro al gesto c’è affetto, le persone che ricevono il dono, ricevono anche il mio affetto, è difficile da spiegare, Carola. Quello che voglio dire è che mi piace rendere felice la gente!
- Sei una persona veramente d’oro, Babbo Natale - rise compiaciuta la bambina, che per quanto piccola, aveva afferrato pienamente il significato delle parole.
- Lo faccio con amore…- sussurrò l’uomo - Ora cosa ne dici di mangiare qualcosa? Mi è venuta fame.

La bambina rise:
- Certo! Ho preparato dei biscotti e del latte!
E i due passarono la mattina di Natale così, il primo a raccontare storielle divertenti, la seconda ad ascoltare con curiosità. E a sgranocchiare i biscotti.L’alba aveva colorato il cielo di un rosato e se Carola non fosse stata impegnata avrebbe di certo contemplato a lungo la bellezza di quel cielo.

- È ora di partire Carola!
- Capisco– affermò tristemente la bambina, non senza una lacrima.
- Mi mancherai - rispose a disagio l’uomo.
- Anche tu… - disse la bambina con voce rotta.

 

Babbo Natale si separò dalla bambina e si sedette sulla sua slitta, comparsa dal nulla nel giardino bianco di Carola.Il freddo le ghiacciava le lacrime e le penetrava nelle osse. L’uomo sorrise ormai a due passi da lei, diede un colpetto alla sua renna e partì. Divenne un punto piccolo nel cielo, mentre la sua slitta oltrepassava il rosa. ll sole spuntò da dietro a una nuvola,riscaldando la faccia di Carola.La bambina percepì un lieve movimento alle sua spalle e sentì  una mano accarezzarle i capelli.Erano i suoi genitori.

- Cosa ci fai qui Carola? - chiese la madre.
- Niente…ecco. È un bel giorno…volevo assicurarmi che il sole sorgesse. Volevo osservare il cielo.La slitta di Babbo Natale era sparita.La madre e il padre si accoccolarono vicino alla bambina, scaldandola con il loro calore.Davanti a loro il cielo rosa si apriva immenso e Carola avrebbe giurato di vedere qualcosa tra le nuvole, una faccia, le nuvole si erano poste in modo da formare un viso barbuto e munito di cappello rosso.

La bambina capì e si lasciò sfuggire un sorriso.

 

RACCONTO DI GAIA, MARTA E CHIARA

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