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Festa del papà: perché si festeggia il 19 marzo?

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Scopri le origini del giorno dedicato a tutti i nostri amati papà

In Italia il 19 marzo è la Festa del papà, la tradizionale giornata in cui si celebra la figura paterna sia come affettuoso genitore, sia come componente fondamentale del nucleo famigliare. Insomma, in poche parole, questo è il giorno in cui diciamo grazie ai nostri papà per tutto quello che fanno per noi!

Ma come mai si festeggia proprio il 19 marzo?

LE ORIGINI

La festa nasce all'inizio del secolo scorso insieme alla Festa della Mamma per omaggiare il ruolo del genitore all'interno della società.

Nel mondo però i vari paesi hanno declinato la festività in base alla loro cultura e alle diverse tradizioni, perciò non esiste un'unica data condivisa e persino il significato stesso della giornata assume sfumature differenti in base al luogo in cui viene celebrata (per saperne di più leggi il nostro articolo sulla Festa del Papà nel resto mondo).

In Italia, paese con forte tradizione cristiana, la Festa del Papà cade il 19 marzo, giorno del calendario dedicato a San Giuseppe, il padre putativo di Gesù (putativo vuol dire "presunto", "apparente". Secondo la dottrina cattolica infatti, Gesù era figlio solo di Dio e della Madonna).

Si capisce bene il perché della scelta: Giuseppe nei secoli è stato considerato il "padre per eccellenza", buono, laborioso, comprensivo e capace di crescere il Figlio di Dio. Insomma, un vero simbolo della figura paterna.

Perciò non solo in Italia, ma anche in altri paesi dove la fede cattolica è il culto principale, il 19 marzo è diventato il giorno del Papà!

FESTA A TAVOLA

Nel Belpaese la Festa del Papà è un'occasione per i figli di dimostrare tutto il loro amore. Biglietti e regali, sono all'ordine del giorno, ma anche il buon cibo è un ottimo modo per dire grazie ai nostri papà.

Tra i cibi tradizionali di questa giornata, famosissimi sono le zeppole di San Giuseppe, gustose frittelle napoletane guarnite con crema o marmellata di amarene. Sempre a San Giuseppe sono dedicati i bignè tipici della tradizione romana, anch'essi rigonfi di crema e le "sfince" siciliane.