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TV | Buon compleanno televisione!

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TV | Buon compleanno televisione!
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Il 2 ottobre 1925 si accendeva il primo televisore del mondo. Ecco la storia di uno degli apparecchi più rivoluzionari di sempre!

L'era della tv è iniziata a Londra il 2 ottobre 1925, quando un ingegnere scozzese inventa la prima "televisione"

L'ingegnere John Logie Baird, dopo anni di esperimenti, nel 1925 riuscì per la prima volta a trasmettere a distanza di immagini in movimento, ovviamente in bianco e nero. Dal suo laboratorio effettuò la ripresa di un manichino, trasmettendone il "volto" a un apparecchio ricevente posto nella stanza a fianco, dove aveva messo  il primo televisore.

La prima immagine "tele-trasmessa"!
Credits: Ipa-agency

La televisione di Baird era costituita da un sistema che riprendeva le immagini in modo meccanico, sfruttando un sistema di ruote e ingranaggi - una specie di primitivo scanner - e da un piccolo visore.

Due anni più tardi , nel 1927, il sistema meccanico fu sostituito dal più efficiente sistema elettronico, inventato  a San Francisco  dall'americano Philo Farnsworth. Questi due sistemi di televisione erano chiamati televisione  analogica (e usavano il famoso tubo catodico, che rendeva i televisori ingombranti, pesanti, e delicati).

Dalla metà degli anni 2000 la tv è diventata digitale e i vecchi schermi sono stati sostituiti dalle moderne tv piatte a cristalli liquidi.

La televisione in italiana: un mezzo...d'unità!

Il 3 gennaio 1954 , dopo diversi anni di sperimentazione, hanno inizio ufficialmente le trasmissioni della RAI in Italia ovviamente in bianco e nero.

Pensate: i l primo giorno di trasmissioni, nel nostro Paese, esistevano solo ottantamila televisori. Bisogna tener conto che, all'epoca, il prezzo di un televisore, era equivalente ad un anno di stipendio! Nonostante il prezzo elevato però la tv si diffuse velocemente.  

Guarda, nel video qui sotto, il primo annuncio fatto alla televisione italiana dall'annunciatrice Fulvia Colombo.

Negli anni '60 del secolo scorso lo sviluppo della tv in Italia divenne tumultuoso.  Nel 1962, per esempio, ci fu il primo collegamento via satellite tra Italia e Stati Uniti e  da quel momento diventò possibile assistere agli eventi storici addirittura in diretta , come successe con la telecronaca dello sbarco del primo uomo sulla luna, avvenuto nel 1969.

La diretta televisiva che portò l'uomo sulla Luna tenne milioni d'italiani incollati davanti allo schermo!
Credits: Ipa-agency

«L'unità d'Italia non l'ha fatta Garibaldi, ma Mike Bongiorno» Non è una battuta è la realtà!

Nei suoi primi anni la televisione italiana era una delle più educative al mondo e, anche se rivisti oggi i suoi  programmi sembrano noiosi, furono di grande aiuto nel creare un'idea dell'Italia come nazione, un'idea comune sia alle aree agricole, più tradizionaliste, sia alle più moderne grandi città.

Uno strumento di cui nella televisione dei primi anni si abusò era la censura: erano infatti  vietate immagini offensive (quindi, niente ballerine poco vestite), il  linguaggio doveva essere pulito e corretto, e c'era un  controllo ferreo della satira politica: non si poteva parlare male del governo e degli uomini politici.

Ci credi? Da ragazzini i tuoi genitori guardavano i cartoni in bianco e nero!

Nel 1976 vennero autorizzate le tv commerciali: una delle prime fu  Telemilano 58 , una tv locale, seguita poi da tante altre. Questa prima emittente, col tempo, si diffuse su tutto il territorio nazionale e, nel 1980, divenne  Canale 5.

Mike Bongiorno e Annamaria Rizzoli presentano il Festival di Sanremo nel 1979. Il Festival della canzone italiana è da sempre uno degli eventi più seguiti dal pubblico.
Credits: Ipa-agency

Le trasmissioni a colori, in Italia iniziarono ufficialmente nel 1977  circa 10 anni dopo rispetto ai Paesi europei più sviluppati (e soprattutto agli USA). La ragione principale era l'opposizione di alcuni uomini politici, che temevano la corsa all'acquisto del nuovo elettrodomestico (costoso e quasi sempre importato dall'estero) da parte delle famiglie italiane, che si trovavano in una situazione economica precaria.
Tutto il resto lo sai già: basta schiacciare il telecomando!