Per quale motivo a Milano il Carnevale è sempre accompagnato dall’aggettivo “ambrosiano” e dura qualche giorno in più rispetto al resto d’Italia? In effetti la cosa è un po’ strana: nel 2022, ad esempio, mentre tutta Italia festeggerà tra il 24 febbraio (giovedì grasso) e il 1 marzo (il giorno successivo, il mercoledì delle ceneri, si apre il periodo di Quaresima) a Milano il carnevale prosegue fino al 5 marzo.

Come mai?

TUTTA COLPA … DI SANT’AMBROGIO

Nel capoluogo lombardo il Carnevale Ambrosiano non termina il martedì grasso, ma il sabato seguente. Il nome è legato ad una leggenda: Sant’Ambrogio, patrono di Milano, era impegnato in un lungo pellegrinaggio a Roma e chiese così alla popolazione di aspettare il suo ritorno per iniziare le celebrazioni della Quaresima. Perciò ancora oggi nell’arcidiocesi di Milano il rito delle Ceneri si celebra la prima domenica di Quaresima, come avveniva anticamente, e non di mercoledì.

In realtà, quando Sant’Ambrogio era Vescovo di Milano era arrivato da Roma un pronunciamento secondo la il quale la Quaresima doveva durare 40 giorni (gli stessi passati da Gesù nel deserto).

 Se nel conto si comprendevano le domeniche, in cui non si digiuna, si poteva allungare il Carnevale di cinque giorni, tanti quante sono le domeniche del periodo di Quaresima.

Se, invece, si escludevano, il Carnevale doveva essere accorciato di altrettanti giorni. Sant’Ambrogio, che aveva una diocesi che godeva di particolari privilegi, incluse le domeniche, allungando così di cinque giorni il periodo carnevalesco. Quest’abitudine fu tollerata, anche se nel corso dei secoli più volte si è tentato di eliminarla!

LE MASCHERE TIPICHE: MENEGHINO E CECCA

La maschera tipica del carnevale ambrosiano è Meneghino, un servo spiritoso e di buon senso che si burla dei difetti dei nobili e non fugge quando deve schierarsi al fianco del suo popolo. Durante l’insurrezione delle Cinque Giornate di Milano, nel 1848 , fu infatti scelto dai milanesi come simbolo di eroismo e rappresentante della città per le sue virtù.

Altre caratteristiche di questo milanese DOC? Meneghino indossa una lunga giacca marrone, pantaloni corti, calze a righe bianche e rosse, cappello a tre punte e una parrucca con codino alla francese.

Dai modi sbrigativi, ama la buona tavola ed è goloso di panettone perché gli ricorda la sua città e il so Domm ( il “suo Duomo” in dialetto milanese) di cui si vanta continuamente. Non è un caso che i milanesi vengano spesso chiamati, in suo onore, i “meneghini”!

Il suo vero nome, in realtà, è Domenico, il cui diminutivo è Domeneghin (poi trasformato in Meneghin ). Con Domenighin si indicava, infatti, il servitore che la domenica accompagnava a messa le nobildonne milanesi o che faceva loro compagnia durante una passeggiata in carrozza. Era un servo pagato a giornata e svolgeva anche le mansioni di maggiordomo e di acconciatore: Pecenna , il cognome di Meneghino, significa in milanese “pettine”.

Nel Carnevale Ambrosiano è accompagnato dalla moglie, un’altra maschera popolare milanese, la cosiddetta Sciura Cecca, diminutivo dialettale di Francesca.

This post was last modified on 12 febbraio 2024 9:27

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