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Dormo ancora con l’orsacchiotto

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Caro Andrea, io dormo ancora con l'orsacchiotto ma faccio la quarta e ho paura che se le mie amiche vengono a dormire (e mi piacerebbe) lo scoprano. Come faccio? Gcristallina 

Cristallina, ma di che cosa ti preoccupi? Pensa che anche io, alla mia età, dormo ancora con un orso gigante . Non sto scherzando: è un orso di peluche ma in scala 1 a 1, cioè più o meno a grandezza naturale . La storia è questa. Siccome mio figlio va matto per gli orsetti, nel senso che senza orsetto (che lui chiama orsone ) non si va da nessuna parte, quando l'ho visto in un negozio per un attimo ho pensato di fare il classicco babbo megalomane e regalarglielo per Natale. Già pronto a tornare a casa con le orecchie basse, ho chiesto il prezzo, che pensavo esorbitante, alla cassiera: 50 euro! Ok, dico, non sono pochi eh, ma se pensi che un tigrotto spelacchiato e con l'aria da pesce lesso di 20 cm ti costa quasi lo stesso, io ho iniziato a ridere come un cretino e ho immediatamente detto: ok lo compro!  
Poi è venuto il problema trasporto , nel senso che nel normale sacchetto, anche quello extra large, non ci stava manco dipinto. Allora l'ho caricato sulle spalle , in stile cacciatore americano che ha appena trucidato un grizzly e se lo porta a casa per impagliarlo: un signore sudamericano, che era anche lui lì a fare acquisti per Natale, mi ha guardato e mi ha detto: " Se fossi in te mi vergognerei !". Rideva ma mica tanto . Anch'io ho riso ma mica tanto. E, così, impermeabile anche ai risolini dei passanti sono andato a casa con l'orso gigante, che nel frattempo ho deciso di chiamare Dante giusto per fare la rima. 
Quando la mia fidanzata l'ha visto, mi ha guardato e mi ha detto: "Bello, visto che più o meno occupate lo stesso spazio e che come carattere siete pure simili, direi che: o te ne vai tu o se ne va lui , ma forse meglio tu". Rideva, ma mica tanto . Anch'io ho riso, ma mica tanto.
Per fortuna che, invece, quando finalmente l'hanno visto mio figlio e i suoi fratelli loro sì hanno riso un sacco. Per due giorni. Poi, passato l'entusiasmo e abbandonata l'idea di far dormire orso gigante nel lettino col bambino, Dante ha trovato la sua collocazione sulla panca di cemento di color grigio topo che qualcuno ha avuto l'ardire di chiamare divano e che è più o meno comodo quanto  il lettino della camera operatoria. Sta lì e, alla bisogna, funge da megacuscino su cui appoggiarsi e riposare per non patire i dolori inferti dal divano-design che qualcuno ha  progettato  con gli occhi ma senza mai metterci il sedere sopra. 
Insomma, per finire, nessuna vergogna : ogni orsetto, orsone od orso gigante ha una storia che vale la pena raccontare. Quando vengono le tue amiche, invece di nasconderlo (cosa che peraltro potresti comunque fare visto che non è gigante come il mio), prova a spiegare loro perché per te è così importante.