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Siamo tutti disABILI: consigli per stare insieme

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a cura di Andrea Minoglio

Conosci una persona con qualche tipo di disabilità (sensoriale, motoria...) e non sai bene come comportarti? Ecco i consigli che ci ha dato Fabiola Beretta volontaria di ATLHA onlus (www.atlhaonlus.eu) - Associazione per l’integrazione dei disabili attraverso il tempo libero (se vuoi leggere anche le altre interviste clicca sui link in fondo alla pagina).

 

Non avere paura: sii curioso

La cosa più importante è la curiosità , che non va mai repressa per paura o imbarazzo . A scuola, ad esempio, uso delle forbici che hanno 4 buchi nell'impugnatura, in modo da poterle usare insieme a un'altra persona per imparare a tagliare. Quando la vedono i bambini sono incuriositi perché non sanno che cos'è ma quando lo capiscono fanno a gara per usarle. E lo stesso vale per l'altalena accessibile in carrozina che abbiamo qui nel parco: non è un gioco solo per disabili, è un gioco per tutti. 

 

Evita di evitare

Parlando con i ragazzi disabili che frequento, infatti, viene fuori che una delle cose che proprio non sopportano è l'evitamento . L'esempio classico è quello del bambino che, invece di rivolgersi direttamente al ragazzo disabile chiede a una terza persona (un adulto, il genitore...) di parlargli. Invece, per la persona che ha un problema, ha un significato importante che gli altri si rivolgano e chiedano direttamente a lui. Anche se non parla basta abituarsi a prestare attenzione al linguaggio non verbale (gesti, espressioni...), proprio come facciamo quando comunichiamo con una persona straniera che parla un'altra lingua.

 

Aiutare va bene ma senza soffocare

L'altra cosa che può essere fastidiosa, al contrario, è l'eccesso di aiuto , che è un comportamento abbastanza frequente, soprattutto in alcuni bambini che tendono ad attaccarsi fin troppo ad altri bambini disabili soffocandoli di attenzioni. In realtà è sbagliato perché crea un rapporto non alla pari, in cui uno dei due si sente superiore come fosse la mamma o il papà. La cosa importante invece, superata la paura e l'eccesso di attenzioni, che sono comunque due fasi normali, è trovare un equilibrio

 

Niente pietismo

Per questo è molto importante evitare anche il pietismo . Se un bambino disabile fa qualcosa che ci infastidisce meglio dirglielo come faremmo con chiunque altro che fare finta di niente. Altrimenti è come dare per scontato che lui, tanto, è diverso e, "poverino" , non ce la può fare. Poi, magari non ce la fa davvero ma non bisogna darlo per scontato. 

 

Occhio all'età

Infine anche l'età conta molto, e questo è un consiglio che mi sento di dare soprattutto agli adulti . Non puoi trattare come un bambino piccolo un ragazzino di 11 anni, come fosse eternamente alla scuola materna. E questo vale anche e soprattutto per le attività e i giochi da fare. Faccio l'esempio della manipolazione : bellissima attività ma se non è finalizzata e adeguata alla propria età alla fine diventa noiosa e sempre uguale a se stessa. Un bambino di 3 anni non è uguale a uno di 11 anche se disabile; il bambino anche disabile ha bisogno di giocare, di divertirsi e di avere degli amici della propria età, non tutto può ridursi a terapia.

 

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