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Le 10 canzoni più belle di sempre

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Le 10 canzoni più belle di sempre
Paolo Deandrea

Mi dici per favore la top 10 delle tue canzoni preferite?  Flying

Urca, dopo la top 10 dei film più divertenti e quella dei film più tristi, adesso ci mancava questa: difficilissima. Intanto perché 10 canzoni mi sembrano pochissime rispetto alla quantità di musica che mi piace. E poi, essendo io vecchissimo, più che per singole canzoni, ragiono per dischi (hai presente quelli grandi, fatti col vinile, col buco al centro, da mettere sul giradischi...), che contenevano TANTE canzoni: li ho collezionati per anni spendendo ogni lira che mettevo in tasca. 
Però è anche vero che, già allora, con la lira e senza mp3, ipod o musica in streaming, lecompilation si facevano già. Io, almeno, ne ho fatte un sacco (per gli amici o, un classico, per far colpo sulle tipe)... su cassetta! Questa nemmeno provo a spiegarti che cos'è: accontentati di sapere che non serviva a contenere la frutta e che, per farla, ci volevano ore e ore di meticoloso lavoro per registrare le canzoni e, poi, scrivere il titolo di ciascuna sulla copertina. 
Insomma, ci provo a farti la mia top 10 ma se non ne conosci neanche una... NON ROMPERE. È appunto una top 10 per cassette: le canzoni hanno la loro stessa età! 
Del resto la musica che piace a te già la conosci. Così, invece, magari scopri qualcosa di talmente vecchio da sembrarti completamente nuovo.

Orzowei degli Oliver Onions"Corri ragazzo vai e non fermarti maaaaaai...": è la sigla del mio telefilm preferito quando ero piccolo. Parla di un bambino bianco abbandonato in una foresta africana e allevato come un figlio da una tribù di Bantu. È talmente antico che difficilmente gli episodi si trovano su youtube. Il libro di Alberto Manzi da cui era tratto, invece, si trova tranquillamente e te lo consiglio.

On the beach di Neil young. È la canzone che da il titolo all'intero album e che ascoltavo (come anche altri di Neil Young) senza sosta, per ore, in camera mia, prima di addormentarmi, quando avevo 12-13 anni.  “Fuggire dalla città, penso che fuggirò dalla città... Seguo la strada anche se non so dove finisce... Perché il mondo sta girando, non voglio vederlo girarmi le spalle”. Altra canzone bellissima (e allegrissima!): Ambulance Blues (Il blues dell'ambulanza): "Scommetto che la chiamerò una nausea passata. È difficile spiegare il significato di questa canzone. Un'ambulanza non può andare veloce più di tanto. È facile seppellirsi sotto al passato. Quando cerchi di far durare una cosa bella”.  Oppure Pocahontas, dall'album Rust Never Sleeps, sì proprio l'eroina indiana protagonista anche del film della Disney. Che dire... chi racconta che l'adolescenza è un periodo allegro e spensierato, forse racconta un po' una cavolata. Però non è colpa di Neil Young, giuro.

Point Blank di Bruce Springsteen. È tratta da The River, l'album che, a 12-13 anni, mi ha fatto scoprire il “boss” (Springsteen è soprannominato così), un'altra passione che non ho più abbandonato. Questa canzone, legata alle prime cotte e ai primi due di picche, è ovviamente... la più triste di tutte: "Dici ancora le tue preghiere piccola, vai ancora a letto la sera, pregando che domani vada tutto per il meglio. Ma i domani si mettono in riga, uno a uno, ti svegli e stai morendo, non sai nemmeno per cosa. Ti hanno sparato a bruciapelo... Proprio in mezzo agli occhi piccola, a bruciapelo. Proprio in mezzo alle simpatiche menzogne che ti raccontano. Piccola sei caduta”. Un'altra iniezione di ottimismo! Però, almeno, ascoltando e mettendomi lì a provare a tradurre i testi, ho imparato un po' di inglese.

Tunic dei Sonic Youth. Mi piaceva, all'università, perché mi dava un grande senso di libertà quando la sentivo, soprattutto il ritornello che mi sembrava dicesse: "You and me, we are going anywhere (tu ed io, andremo ovunque)". Peccato che, invece, le parole esatte siano: "You aren't never going anywhere, I ain't never going anywhere: non vai da nessuna parte, non vado da nessuna parte"! Parla infatti di una cantante, Karen Carpenter, morta per anoressia. Ma questo l'ho scoperto dopo. 

Fratelli di soledad dei Fratelli di soledad. Testi molto politici ("Noi siam con chi lavora, non con chi sta al potere, ci piaccion Malcolm x e le Pantere nere) e genere ska, che fa venir voglia di sgambettare e saltellare. E infatti l'ho ballata decine e decine di volte (ai concerti, in piazza, alle feste...) insieme, per dire, a Curre curre guagliò dei 99 posse (genere rap) o a Motadanguilla dei Loschi Dezi (poi diventati Mau Mau).

Creuza de mä di Fabrizio De Andrè. È la canzone che da il titolo all'album, tutto cantato in genovese, che personalmente considero uno dei più bei dischi italiani mai realizzati. Appena lo ascolti ti sembra di essere un personaggio di Corto Maltese o di Joseph Conrad in mezzo al mare a navigare. "Ombre di facce facce di marinai/da dove venite dov'è che andate/da un posto dove la luna si mostra nuda/e la notte ci ha puntato il coltello alla gola/e a montare l'asino c'è rimasto Dio/il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido/usciamo dal mare per asciugare le ossa dell'Andrea/alla fontana dei colombi nella casa di pietra". 

Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Un'esplosione di energia allo stato puro, è probabilmente la più famosa dei Nirvana, dei quali ho avuto la fortuna di vedere uno degli ultimi concerti prima che, poco più di un mese dopo, Kurt Kobain si suicidasse. Nel finale della sua lettera d'addio ha lasciato scritto: “It's better to burn out than to fade away (è meglio bruciare che svanire lentamente)”, un verso di Hey Hey, My My, una canzone di Neil Young (ancora lui!), a cui i Nirvana ed altri esponenti della cosiddetta musica grunge si sono ispirati molto. Neil, dal canto suo, dedicherà a Kurt un altro album bellissimo: Sleeps with angels (dorme insieme agli angeli).

Wishlist dei Pearl Jam. Non è probabilmente la più bella dei Pearl Jam, altro gruppo che amo molto, ma è una di quelle di cui il testo mi diverte di più: "Vorrei essere un alieno di casa dietro il Sole. Vorrei essere il souvenir che tieni sulle tue chiavi di casa. Vorrei essere il pedale del freno da cui la tua vita è dipesa. Vorrei essere la parola fiducia e non deluderti mai. Vorrei essere una canzone alla radio. Quella per cui hai alzato il volume".

Out On The Weekend di Neil Young. L'ho riscoperta negli ultimi tempi ed è diventata la mia colonna sonora ideale per quando penso, o meglio sogno, di ritirarmi in un ranch in Arizona con mucche e cavalli: “Penso che mollerò tutto e comprerò un pick-up... troverò un posto tutto mio e cercherò di sistemarmi. Iniziare un nuovo giorno”.

Hobo's Lullaby di Woody Guthrie, storico cantautore americano (sulla sua chitarra c'era scritto This machine kills fascists - Questa “macchina” uccide i fascisti), che ha influenzato moltissimi artisti successivi, uno tra tutti Bob Dylan. Il titolo significa Ninna nanna del vagabondo (Guthrie stesso era uno di loro) ed è la canzone con cui, in una versione cantata da Veronica Sbergia e Max De Bernardi, ho fatto addormentare mio figlio appena nato. Se hai fratellini puoi provarla al posto di “Stella stellinaaaaaaaaaa, la notte si avvicinaaaaaaa”.