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Favij, Mates e LaSabri contro il cyberbullismo

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Favij, Mates e LaSabri contro il cyberbullismo
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Favij, i Mates e LaSabri raccontano la propria esperienza sul web e danno consigli su come difendersi dai cyberbulli

Che uso fate delle rete? Quanti di voi ne sono stati o ne sono vittima? Noi di di Focus Junior assieme a circa 70 studenti delle scuole medie, abbiamo incontrato presso l'auditorium di Sky, a Milano, gli youtuber (detti anche creator, in quanto creatori di contenuti sul web) Anima, Vegas, SurrealPower, St3pny, Favij e LaSabri in occasione di uno degli eventi che Sky Academy propone per sostenere i giovani fornendo strumenti di informazione e opportunità di approfondimento delle tematiche a loro più vicine.

 

Pubblicate sui social, ma attenzione...

I Mates, Favij e LaSabri, protagonisti di Social Dream, il vlogumentary (cioè un video diario) in onda su Sky, che racconta  gli aspetti privati, i viaggi in giro per il mondo e il rapporto con i loro fan, raccontano come sia cambiata la loro quotidianità dopo la fama raggiunta su YouTube. I protagonisti indiscussi del web ormai da anni, non nascondono le insidie e i rischi in cui ci si può imbattere nella Rete e, grazie alla loro esperienza, mettono in guardia e danno consigli su come affrontare hater e pericoli. Infatti, appena sono state pronunciate le parole bullismo e cyberbullismo, l'interesse si è subito fatto altissimo. Alcuni tra i ragazzi della Sky Academy presenti, sono intervenuti raccontando le proprie esperienze, chiedendo poi ai loro idoli che cosa e come fare per arginare questi brutti episodi.

Denunciate senza paura

 

Il consiglio dei creator è parlarne senza vergogna e senza paura: «Raccontate tutto a un adulto. Non abbiate paura. I bulli non vi faranno niente», afferma LaSabri. «Anzi»,  continua la youtuber, «I bulli agiscono da prepotenti perché forse hanno paura, forse vogliono attirare l'attenzione...». Tuttavia la legge è dalla parte di chi denuncia, l'avvocato Paolo Russo  ha spiegato come riconoscere e difendersi dagli atti di cyberbullismo: dalla segnalazione ai social network fino al reclamo al Garante per la protezione dei dati personali e alla procedura di ammonimento del Questore. Tutto questo grazie alla Legge 71/2017 Ferrara, voluta dall' ex senatrice del Pd Elena Ferrara, dopo un evento drammatico: il suicidio della quattordicenne Carolina Picchio nella notte fra il 4 e il 5 gennaio 2013 a Novara. La ragazza era stata molestata sessualmente nel corso di una festa, nel novembre precedente, da un gruppo di ragazzini fra i 13 e i 15 anni. I video girati in quell’occasione, erano stati fatti circolare su Facebook conducendola alla disperazione, fino a portarla al suicidio.

Che cos'è la legge Ferrara

 

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«Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica. Diffusione di contenuti on line, aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore, o di un gruppo di minori, allo scopo intenzionale di isolare, abusare, attaccare o ridicolizzare».

Le parole fanno più male delle botte...

Dopo la proiezione di un video su Carolina Picchio i ragazzi sono stati portati a riflettere sul significato e il peso delle parole e all'uso che se ne fa. Ad approfondire questo tema è intervenuta Daniela Pavone, fondatrice dell'associazione Parole O_stili (progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza nelle parole) che attraverso un gioco interattivo, ha fornito gli strumenti utili a ridefinire lo stile con cui stare in Rete. Come? Con un manifesto che racchiude 10 princìpi utili per chi frequenta il web e i social.

Ecco quali sono:

1. Virtuale è reale
Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona

2. Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano

3. Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso

4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura

5. Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri

6. Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi

7. Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi

8. Le idee si possono discutere
Le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare

9. Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi

10. Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio