Leggete qui! Cyberbullismo Game Over: approvata la legge per combattere i soprusi sul Web

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pixabay

La Camera dei Deputati ha dato il via libera alla legge che per la prima volta definisce il fenomeno di cyberbullismo e che permetterà anche anche ai minori che abbiano almeno 14 anni di richiedere il blocco di un contenuto offensivo trovato on-line.

Dopo il precedente ok del Senato, la Camera dei Deputati e l'Italia tutta sferrano un colpo decisivo al cyberbullismo.

Il 17 maggio 2017 infatti è stata approvata all'unanimità la proposta di legge A.C. 3139-B, la quale introduce una serie di nuove norme pensate appositamente per il fenomeno, purtroppo sempre più diffuso, dei soprusi on-line.

Vediamo più nel dettaglio cosa è cambiato!

 

Nuovi termini e nuove tutele

Innanzitutto per la prima volta viene data una definizione ufficiale di cyberbullismo (o bullismo telematico):

 

«Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo»

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Attaccare sui social altre persone è un modo vigliacco di mettere in cattiva luce la vittima di fronte al vasto pubblico del Web. Bisogna stare molto attenti a ciò (e a come) si scrive! | Pixabay

 

Questo è molto importante perché avere nero su bianco una definizione chiara di un fenomeno significa sapere di cosa si sta parlando e ci permette dunque di identificarne i casi e contrastarli! 

 

Ora, avendo ben presente cosa può essere definito cyberbullismo, pensiamo due volte prima di prendere in giro qualcuno sul Web o postare contenuti che possono in qualche modo danneggiarlo!

Nel concreto poi, le nuove norme prevedono strumenti più efficaci per tutelare coloro che vengono attaccati dai prepotenti della Rete:

 

- Ora non solo il genitore, ma lo stesso minore (se ha compiuto i 14 anni) può richiedere al gestore del social o del sito la rimozione, il blocco o l'oscuramento di un contenuto lesivo (cioè "che danneggia") per la sua reputazione.

- Se entro 48 ore dalla segnalazione non si sono presi provvedimenti, il danneggiato può appellarsi al Garante della Privacy, la massima autorità nel campo della protezione dei dati personali.

- Prevista inoltre l'inserimento nelle scuole di un docente anti-bulli, una figura opportunamente formata che informerà con tempestività le famiglie degli studenti coinvolti da atti di cyberbullismo e provvederà ad "ammonire" l'autore di simili comportamenti dannosi.

 

Una dedica speciale...

Nel giorno dell'approvazione, la presidentessa della Camera Laura Boldrini ha dedicato l'intero provvedimento a Carolina Picchio, la quattordicenne di Novara che nel 2013 si tolse la vita proprio in seguito alla pubblicazione on-line di un video che la diffamava pesantemente.

Che cose del genere non accadano mai più!

 

18 Maggio 2017
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