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Ansia da prestazione: quando sono in pubblico mi emoziono troppo e non mi esce la voce

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I miei genitori e i miei amici mi dicono da un po’ di tempo che ho una bellissima voce. Infatti, ho partecipato ad alcuni karaoki ma... NIENTE. ZITTA. NON RIUSCIVO A CANTARE . Non so perché ma vedevo solo il pubblico che mi fissava. Ti scrivo per chiederti qualche consiglio per superare questo problema, che credo accomuni un po' di ragazzi/e. Non ce la faccio più a tenermi tutta questa voce dentro . Franci.

Cara Franci, ma vale anche per tutti quelli che si bloccano durante interrogazioni, gare di atletica ed esibizioni varie : è normale andare in ansia di fronte a una prestazione in cui, comunque, verrai giudicato . Infatti, questa cosa si chiama ansia da prestazione e ce l’hanno tutti. Anzi, secondo me chi dice di non essere MAI agitato o mente perché si vergogna, oppure è scemo, nel senso che non riesce a capire l ’importanza delle cose. Il problema, insomma, non è l’essere agitati, ma l’essere TROPPO agitati , talmente agitati da non riuscire a pensare ad altro che non sia la propria agitazione.  A me è capitato un sacco di volte. Tipo alle cene di lavoro , nelle quali ti devi agghindare come un pinguino e, possibilmente, spiccicare qualche parola e sostenere una conversazione che sembri, almeno lontanamente, opera di una essere umano dotato di intelligenza. È la classica situazione in cui il mio "modulo ansia" raggiunge la soglia critica oltre la quale la macchina va in tilt e inizia una sudorazione incontrollabile . A quel punto il tuo pensiero fisso diventa che stai sudando e che devi assolutamente smettere di sudare. E l'unico effetto che il tuo pensiero produce sul tuo corpo è che...  sudi ancora di più! Il cervello, insomma, va in tilt. 
Eppure la soluzione, almeno quella che ho trovato io, è proprio pensare ad altro . Lo so, è difficile: è incredibile quanta concentrazione serve per distrarsi! Ma è l’unica. 
Ecco i miei consigli. 
PRIMA. Invece di pensare continuamente al pubblico, pensa alla canzone: provala, riprovala, sperimenta , gioca (l’ansia è anche utile perché ti spinge a migliorarti)... e cerca di divertirti abbastanza da dimenticarti quello che stai facendo.
DURANTE. Idem: chiudi gli occhi, inventati una parola talismano da ripetere in continuazione, fissa un punto… ma cerca di fare il vuoto. Ognuno ha il suo modo, l’importante è non pensare a quello che devi fare. E farlo. È come andare in bici . Quando non sei capace continui a ripeterti tutte le cose (pedalare, girare il manubrio, frenare...) essenziali per non cadere. E cadi. Una volta imparato, invece, non ci pensi più. E così è per il resto. Impari davvero una cosa quando la sai così bene da dimenticarti di saperla! Quindi, NON ROMPERE (Altaria dice che dirvelo vi fa stare sereni) se anche hai fatto scena muta (e questo vale per il DOPO): vuol dire che le cose le sapevi ma sono rimaste dentro. Si tratta solo di lasciarle uscire insieme a tutta quella voce. Ed è ciò che accadrà nei prossimi “karaoki” ;-)

 

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