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Tra 100 mila anni

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Secondo te tra 100 mila anni le macchine voleranno? I compiti a casa saranno reati? Ognuno avrà il suo aereo personale? Ci saranno i robot? E si potrà telefonare con il computer? Surpasse

Andrea dice che...

Caro Surpasse, a meno che tu non sia uno dei Flintstones che è riuscito a scrivermi dalla presistoria per qualche misterioso inciucio spaziotemporale, ho da darti brutte notizie: le macchine volano già (ok non tutte ma alcuni prototipi di automobili volanti esistono già), il mondo è pieno di robot (da quelli nelle fabbriche agli aspirapolvere nelle case) e, ebbene sì, si può già telefonare col computer (hai presente Skype?), anche perché è il telefono stesso a essere diventato un minicomputer. Sui compiti a casa, invece, sono pessimista: secondo me si faranno ancora. Magari con un computer telepatico che si comanda col pensiero (anche di quello sono già stati fatti vari esperimenti) ma si faranno. Ne sono convinto ma non ci scommetterei. Chi ha provato a immaginare il futuro, infatti, spesso ha sbagliato alla grande. Qualche esempio? Sir William Preece, ingegnere delle poste inglesi, nel 1876 ha detto: "Gli americani hanno bisogno del telefono ma noi no. Siamo pieni di postini". Alex Lewyt, presidente di una fabbrica d’aspirapolvere, nel 1955 ha invece sentenziato: "Aspirapolvere a energia nucleare saranno probabilmente una realtà nel giro di dieci anni". E che dire di Ken Olson, presidente di una ditta di grandi computer aziendali che, nel 1977, disse: "Non c’è ragione per cui qualcuno dovrebbe volere un computer a casa propria". E così via, fino ai giorni nostri: quando Internet e i telefoni cellulari sono comparsi per la prima volta, alcuni illustri esperti si sono affrettati a dire che servivano a poco. La verità è che immaginare il futuro è difficilissimo perché, per farlo, tutti noi tendiamo a basarci sul presente e sulle cose che già conosciamo.