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gerghi e modi di dire

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Caro Andrea, ho una cugina di 8 anni che è appena tornata dal corso di vela e adesso continua a tormentarmi: il fiocco cos’è... la vela più grande qual è... Io non ne posso proprio più! Cosa devo fare? P.S. capisco il tuo “non rompere”! Aniretac Ilrac

Andrea dice che...

Ciao Aniretac, prova a dirle: “non cazzare troppo la randa altrimenti
ti do una bella strambata in poppa!”. Non è una sequela di parolacce
ma, più o meno, gergo da velisti. E guarda che non sono certo solo loro
ad averne uno. Pensa, ad esempio, agli smanettoni di computer. Loro non
“tirano pacchi” (altro modo di dire) ma, al massimo, “shiftano” (cioè
spostano) gli appuntamenti. E non “danno due di picche” (gergo!): ti
“downloadano” (cioè ti scaricano) direttamente! Tra i manager, invece,
tra un “briefing” (cioè una riunione) e l’altro, adesso è tutto un
proliferare di “vision” (visione) e “mission” (missione), come se,
improvvisamente, fossero diventati santi martiri tipo Giovanna d’Arco
che vede la Madonna in sogno! Insomma, ogni settore (anche i
giornalisti) ha un suo gergo che, in fondo, può essere utile se serve a
facilitare la comunicazione. Il problema è chi lo usa a sproposito. Ad
esempio quei patiti dell’inglese a tutti i costi (e non si dice “coast
to coast”!!!) che, però, non sanno che gli inglesi, in realtà, il
“golf” non lo indossano (è solo uno sport), lo “scotch” non lo usano
per appiccicare (significa whisky scozzese), il “footing” non sanno
proprio cosa sia (si dice “jogging”) e mai si sognerebbero di mettere
un “body” (cioè un corpo) al posto degli “slip” (cioè le mutande) o di
parcheggiare una “spider” (cioè un ragno) in un box (cioè una scatola)
invece che in un “private garage”! Sono tutti esempi di “italiese”,
cioè un ibrido tra italiano e inglese, e di per sé non sono poi così
strani (anche altre lingue hanno i loro ibridi). L’importante è sapere
che non tutti devono per forza conoscerli, così come non tutti
conoscono un certo gergo o un certo modo di dire.