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"Non riesco a buttare niente di mio"

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Ciao Andrea ho un grosso problema non riesco a buttare niente di mio. Massimo

Andrea dice che...

Ciao Massimo, a chi lo dici. A me viene l’ansia solo al pensiero di
dover spostare l’orologio a cucù su una parete diversa da quella in cui
è da una vita (e se sta lì da una vita un motivo ci sarà!). Non
parliamo di dover scegliere che cosa buttare quando l’armadio (o la
casa intera) si fa troppo pieno: la felpa azzurra con su Snoopy che mai
più metterò nella vita ma però “quanti ricordi” o quel vecchio paio di
pantaloni che non ho proprio mai messo ma “in futuro non si sa mai”? È
un dilemma insostenibile. Le uniche due cose che hanno funzionato sono:
1. Una fidanzata che ti dice “se ti metti ancora quella maglietta delle
medie e non butti via almeno i dischi di quando andavi all’asilo ti
sbatto fuori di casa”. 2. Il trasloco, quando la fidanzata,
effettivamente, ti ha sbattuto fuori di casa! Io, be’, di traslochi ne
ho fatti un po’. Sarà che al centesimo scatolone ti rompi tu le scatole
di impacchettare roba, sarà che un po’ di cose vanno sempre perse, sarà
che un po’ ho imparato... ma devo dire che alla fine così riesco a
scartare qualcosa. Presumo, però, che tu con i traslochi (e le
fidanzate rompiscatole) non abbia per fortuna ancora molto a che fare.
Quindi… prova a immaginarteli. Devo andare sull’isola deserta e ho solo
20 miseri, cenciosi scatoloni per contenere tutte le mie
essenzialissime cianfrusaglie: che cosa ci metto e che cosa scarto?
Magari funziona anche così. E se funziona posso dirti che liberarsi un
po’ del passato (vecchie cose) e pensare un po’ di più al futuro (cose
nuove) ha anche i suoi aspetti positivi.