Donna Moderna
FocusJunior.it > Comportamento > Cattiveria

Cattiveria

Stampa

Caro Andrea non riesco a trovare la cattiveria nel fare le gare e quindi vado piano. #@by#
Andrea, gioco a tennis da 7 anni e mi è entrata in testa 1 cosa orrenda: diventare n. 1 del mondo! Ke fare? pallina_95

Andrea dice che...

Cara Pallina anch’io ho lo stesso... pallino: sono 30 anni che gioco e me lo sento che prima o poi ci arrivo a Wimbledon! Da piccolo, quando non potevo giocare, mi chiudevo in camera e, con la racchetta da ping pong, passavo le ore a sfidare tutti i grandi di allora: McEnroe (il più grande di tutti), Borg, Connors… Alla fine non ce n’era per nessuno: sudore, fatica, applausi, vittoria, gloria. La mia camera, nella mia testa, era più affollata di uno stadio in delirio. Ma chissà che tu a giocare in un vero stadio non ci arrivi davvero. Nel caso, l’unico consiglio che ti do è di coltivare un po’ di quella cattiveria di cui parla anche #@by#. Non so a te, infatti, ma a me viene fuori solo quando sono in difficoltà. Ma non va bene. Intanto ti stanchi un sacco di più, perché devi sempre rimontare. E poi, comunque, non sempre ce la fai a rimontare e alla fine stai lì a chiederti perché non hai tirato fuori prima grinta e concentrazione. Soluzioni non ne ho trovate se non provare a pensare, per gioco, che i tuoi avversari sì che sono davvero cattivi che non meritano sconti. Se non ti scappa da ridere, potrebbe anche funzionare. Se non per battere Federer almeno per dare una lezione a papà o al tuo amico, che bastardi non sono, ma... vincono sempre!