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Catene di S. Antonio

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Caro Andrea, io non ho nessun problema, ma volevo sapere chi inventa le catene di Sant’Antonio. Sono tutte balle, però gli amici me le mandano lo stesso. A te capita mai di riceverle? Io le odio. Miao01

Andrea dice che...

Ciao Miao, chi le inventa non lo so, ma riceverle sì, ne ricevo un
sacco. E anche dagli amici che, magari, per giustificarsi ti
premettono: “io di solito non le mando (seeee, e io sono Babbo
Natale!), ma a questa non ho saputo resistere…” (eh, sì, infatti,
questa è anche più idiota delle altre 13 che mi hai mandato). Il
problema, per me, è l’email. Se infatti ti arrivasse una lettera in cui
ti dicono che “la tua vita diventerà bella come un raggio di sole a
mezzanotte se spedirai lo stesso messaggio ad altre 47 persone” col
cavolo che ti prenderesti la briga di fare 47 fotocopie, comprare 47
francobolli, scrivere 47 indirizzi su 47 buste e spedirle a 47 amici
che, tra l’altro, è già difficile trovare anche se includi i cugini di
terzo grado. In barba a qualsiasi “sfiga” cosmica, la lettera finisce
nella spazzatura e tu ti dici che “il sole a mezzanotte se vogliono se
lo ciucciano in Finlandia”. Con la mail, invece… è così facile fare
“inoltra”… non costa nulla… e gli indirizzi te li suggerisce
addirittura il programma e… alla fine tu, che “non ci credi però non si
sa mai”, spedisci la catena. Per difendersi, invece, la cosa più giusta
da fare è non inoltrarle o, per divertirsi, rispondere con una
contro-catena. Tipo: “Ciao, il mio nome è Paolino Paperino e soffro di
34 malattie, tutte incurabili, che mi sono venute perché non ho
risposto a una mail come questa. Ti invito a non fare come me. Se
manderai questo messaggio a 513 persone nei prossimi 25 secondi, la mia
vita cambierà e forse i miei rinunceranno a vendermi come nano da
giardino ai vicini di casa...” e così via, di cattiveria in crudeltà
(tanto è per ridere), a seconda di quanto vuoi perder tempo.