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FocusJunior.itBarzelletteLa scienza delle barzellette

La scienza delle barzellette

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Non fanno solo ridere, servono anche a studiare il nostro cervello e a capire come siamo

Scusi, per l’ospedale? Alla prima curva vada dritto». Vi ha fatto ridere? Le barzellette non fanno soltanto ridere, ma vengono anche studiate dalla scienza per capire come funziona il cervello umano.

Addirittura, ogni due anni neuroscienziati e psicologi di tutto il mondo si riuniscono al Convegno internazionale di studi sull'umorismo per parlare delle loro scoperte sull’argomento. In uno di questi studi, per esempio, il neurologo Usa Dean Shibata, usando una tecnica chiamata risonanza magnetica funzionale, ha “fotografato” la zona del cervello di alcune persone nel momento preciso in cui capivano le barzellette e ha scoperto che la
nostra capacità di ridere si trova nel lobo frontale destro del cervello, appena sopra l’occhio.

Dimmi quanti hai e ti racconto la barzelletta giusta per te

Quest’area del cervello si trasforma crescendo ed è per questo motivo che, a seconda dell’età che abbiamo, ridiamo a barzellette diverse. I bambini più piccoli, ad esempio, che hanno paura del buio e dei fantasmi, adorano la barzelletta del fantasma formaggino: «Uuhhh sono il fantasma formagginooo!». «E io ti spalmo sul paninoooo!».

Pierino e le barzellette

I ragazzi più grandi, invece, si divertono con le barzellette su Pierino, o sulla scuola in generale, che “parlano” della paura dei voti o dei giudizi della maestra, dei professori e dei compagni. «Mamma, i miei amici mi dicono che ho la bocca grossa!». «Ma nooo Pierino, non ascoltarli, sono solo invidiosi. Adesso zitto e mangia», risponde sua mamma, porgendogli un grosso mestolo come cucchiaio.

La risata varia in base all'umore e al carattere

Il senso dell’umorismo, inoltre, varia a seconda dell’umore (quando si è allegri, si è più disposti a farsi una risata) e in base al carattere: le persone tranquille, per esempio, ridono di più alle battute assurde. Un esempio di questo tipo di barzelletta: che differenza c’è fra una pulce e un elefante? Si vede subito che l’elefante è grigio! Le persone più sensibili invece, difficilmente ridono con una barzelletta che ha come protagonista una persona debole o con problemi fisici.

Provate a leggere la barzelletta illustrata qui sotto

 

scienza barzellette

Non vi ha fatto ridere? Vuol dire che siete molto sensibili. Vi ha fatto ridere? Forse siete un po’ cattivelli, ma potreste essere più intelligenti della media. Questo è quanto sostiene una ricerca recente, pubblicata
sulla rivista scientifica Cognitive Processing, condotta da alcuni ricercatori dell’Università di Vienna. Lo studio consisteva nel mostrare alcune vignette di “umorismo nero” (cioè quel tipo di umorismo che scherza su argomenti come morte, diversità e malattie), a 156 persone che si stavano sottoponendo a un test di intelligenza. Quelle che hanno apprezzato questo tipo di vignette hanno infatti raggiunto i punteggi più alti nel test.

Paese che vai risata che fai

Si ride diversamente anche a seconda del Paese dove si vive. Gli inglesi amano le freddure. Per esempio: il maestro chiede: «In che modo si può avere dell’acqua pulita?». E lo studente: «Portando l’acqua al fiume e lavandola!». In Senegal, anziché barzellette si raccontano lunghe storie divertenti, in Russia ce ne sono tante sugli animali come questa: Una pulce guarda in alto pensierosa: «Chissà se c’è vita sugli altri cani?». Ad alcune battute straniere, poi, non possiamo proprio ridere perché non ne capiamo i giochi di parole. In Polonia, la maestra dice: «Jasio, dov’è Cuba?». «A letto ammalato, signora maestra!» (Cuba oltre a essere uno stato, è anche un nome polacco ndr).

Questa invece la può capire solo un italiano: Che cosa dice un tasso a un altro tasso? Tassomiglio.

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