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Barzellette antiche: come si rideva nel passato?

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Barzellette antiche: come si rideva nel passato?
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Egizi, Greci, Romani e medievali non erano affatto dei musoni, anzi: l'umorismo e le barzellette sembrano essere nati insieme alla civiltà umana!

Barzellette antiche e nascita dell'umorismo

L’Universo? Forse è nato da una grande risata. «Non appena Dio scoppiò a ridere apparve la luce. Rise per la seconda volta e fu acqua dappertutto» sentenziò 2500 anni fa l’antico papiro greco X di Leda. Le cose saranno non andate così, ma un fatto è certo: il senso dell’umorismo, cioè la capacità di cogliere il lato ridicolo della vita, è nato con l’uomo. E non è mai andato via.

Se, dicono gli archeologi, i trisavoli dei fumetti erano i graffiti preistorici, le gag di Paperissima le hanno di sicuro inventate gli Egizi. Altro che mummie. Basta vedere alcune scenette disegnate sui papiri o sulle tombe funerarie di Hatshepsut: martelli che cadono sulla testa, passeggeri sbalzati da navi, papere che beccano glutei umani. O topi faraoni trainati da cani e regine grasse a cavalcioni di piccoli asini. Ed è solo l’inizio.

Barzellette antiche: il mio grosso grasso riso greco

Secondo lo storico francese George Minos, infatti «L’Olimpo greco risuonava delle risate ed il riso, che apparteneva alla dea Maat era una manifestazione di fiducia nel futuro». Poeti e scrittori greci erano specializzati in parodie. I personaggi delle fabule atellane, erano lo sciocco (“maccus”), il vecchio avaro (“Pappus”), il vorace (“Bucco”), l’animale (“Kikirrus”).

Il primo libro di barzellette della storia, il cosiddetto Filogelos (in greco “amante della risata”) è nato qui: ne colleziona 260 e molte fanno ancora ridere. A raccontarle erano i parassiti che scroccavano lauti pasti ai ricchi facendoli ridere. E ad essere presi di mira erano macchiette umane: i difetti fisici (incluso l’alito cattivo), gli incapaci, i pigri, gli stupidi.

Sentite questa. «Dottore, tutte le mattina appena sveglio mi gira la testa per mezzora. Che faccio?» «Svegliati dopo mezz’ora!» risponde il luminare. Oppure questa. «Un tale chiede ad un cuoco di Sidone: Prestami un coltello fino a Smirne». E l’altro: «Ma non ho un coltello lungo fin là!».

I comici in tv? Sono nati nell’antica Roma

E gli antichi Romani erano anche peggio. Nel vocabolario latino c’erano quattro tipi di riso: l’umorismo raffinato (urbanitas), scurrile (salsum), l’attacco personale (dicacitas) e il giocoso (jocus). Era maestri nei nomignoli perfidi (quello di “Cicerone” deriva da cicer cioè "cecio"), e la loro satira e le battute triviali non risparmiavano nessuno: né potenti, ne cornificati, né racchie (come L’Ode all’amica nasuta del poeta Catullo) né vecchi.

Tramontato l’Impero Romano l’eredità è passata ai pilastri comici del Medioevo: i buffoni di corte. Potevano saltare sui banchetti di nozze, prendere in giro tutti, perché a loro non erano richieste le buoni maniere, ma la capacità di fare ridere re e nobili dimenticando intrighi, tradimenti, guerre. La cosa più comica? Fingendosi pazzi e scherzando i buffoni facevano ciò che nessun altro osava.

Medioevo: se ridi, ti frusto

Se nei castelli ci si sbellicava, nei monasteri medievali ridere era vietato. Chi veniva scoperto a ridere o scherzare poteva, addirittura, essere punito con “la frusta dell’umiltà”. Perché? Dato che, secondo i Vangeli, Gesù non aveva mai riso, i cristiani dovevano fare lo stesso. Mica facile resistere. San Pacomio raccontò che per farlo cadere in tentazione il diavolo gli inviava visioni comiche: decine di diavoli intenti nello sforzo di spostare una foglia.

Per fortuna con il tempo i divieti si allentarono: si poteva ridere nelle feste (es. il riso di Pasqua) ed in certe giornate. Per esempio, Luigi IX di Francia (1214-1270), il Re Santo, non rideva mai di venerdì, il giorno in cui si confessava.

Cos'è e come è nato lo humor inglese

C’è chi ama le risate grasse, chi quelle acide. «Non c’è niente di così maleducato come una risata che si faccia sentire» sentenziava il Lord Chesterfield nel 1748. Proprio nell’Inghilterra puritana del ‘700 è nato il concetto di “humour” (fino ad allora un termine medico, es. “essere di cattivo umore” voleva dire essere malato). Ribattezzato “pessimismo allegro”, il tipico humor inglese consiste nella capacità di distacco emotivo e di vedere il lato comico persino nelle situazioni più cupe.

Un esempio? La frase pronunciata dallo scrittore ottocentesco Oscar Wilde in punto di morte: «Questa carta da parati è atroce. Uno di noi due se ne deve andare!».

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