Donna Moderna
FocusJunior.it > Animali > Winter, il delfino che visse due volte | Focus Wild

Winter, il delfino che visse due volte | Focus Wild

Stampa

Il film L'incredibile storia di Winter il delfino racconta l'avventura di un delfino che torna a nuotare grazie a una coda artificiale. Un vero miracolo della scienza e della natura! Vuoi conoscere la vera storia di questo straordinario animale? Leggi qui!
Non ci sono dubbi, i delfini sono tra gli animali più sensibili e intelligenti . Sono capaci di mettersi in comunicazione con l’uomo e di apprendere. È proprio grazie a queste caratteristiche se Winter , un delfino, anzi una delfina, che ha perso la coda a causa di un brutto incidente , riesce a riacquistare la voglia di nuotare, spiccare balzi sull’acqua, giocare come tutti i suoi simili. Winter è la protagonista di una storia incredibile, tragica ma a lieto fine, che è diventata un film commovente (al cinema dal 13 gennaio, ndr). Ma è, quasi, tutto realmente accaduto in Florida.
È ANDATA PROPRIO COSÌ! Winter venne trovata nel dicembre 2005 su una spiaggia da un pescatore. Era una cucciola di soli 3 mesi. Aveva la coda impigliata nelle funi di una trappola per granchi che le avevano bloccato la circolazione sanguigna. Sfinita, strangolata dalle corde, era tra la vita e la morte. Grazie a cure assidue e a un’invenzione ad alta tecnologia, si è ripresa e ora vive felice in un acquario della Florida, il Clearwater Marine Aquarium (CMA). Sta così bene che è proprio Winter in carne, ossa e... protesi a interpretare la sua storia sullo schermo . E per una volta le uniche cose che non rispecchiano la realtà sono quelle che riguardano gli umani: nel film Winter viene avvistata da un pescatore, ma è un bambino che si avvicina, la accarezza e le toglie le corde. È poi stata accudita da personale specializzato e non da Sawyer (il bambino) e Hazel, l’inesistente figlia del direttore del CMA (che è ancora la casa della delfina). Il processo di riabilitazione infine è durato molto più che un’estate, perché i tempi delle storie vere sono sempre più lunghi di quelli imposti dalla finzione cinematografica.
16 CODE NUOVE. Winter, a causa di un’infezione, conseguenza delle ferite, ha subito un’ amputazione e ora ha una coda a moncherino. E così com’è, la vediamo nel film. Ma in questo modo si muove come un serpente, non come un cetaceo , e invece di fluttuare in su e in giù, nuota muovendo la “non coda”, trasversalmente. In natura, delfini che si trovano nelle stesse condizioni hanno vita breve. Anche Winter ha corso questo rischio, la sua condizione avrebbe finito col causare gravi danni al midollo osseo. Così, con la collaborazione di un’azienda specializzata in arti artificiali (non il medico di un ospedale militare, come racconta il film), riceve una coda artificiale , morbida e flessibile. Nel film prova tre protesi diverse. In realtà all’acquario continuano a migliorarle e a modificarle: al momento siamo già arrivati a 16! Adesso Winter riesce a tenere la coda per qualche ora di seguito. E già questo le basta per non farsi male. Non solo: è stata spostata nella vasca più grande dove ha stretto amicizia con Panama, un’anziana delfina che le fa da nonna. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, anche per il Clearwater aquarium che, anche grazie a Winter, non rischia certo la bancarotta. Il Clearwater , una seria istituzione scientifica che si occupa di riabilitazione dei cetacei spiaggiati, offre giornate o intere settimane di contatto con Winter a tutti i bambini, in particolare a i piccoli disabili come lei : chi meglio di un delfino senza coda può insegnare che tutti possono farcela?
Per seguire le vicende della vera Winter, trovare foto e informazioni:
Seewinter.com
Curiosità
UN RAPPORTO DAVVERO SPECIALE
Winter nuota con Sawyer, il ragazzino che gli ha salvato la vita, (interpretato dal giovane attore Nathan Gamble). Per ottenere la parte Nathan ha dovuto conquistare prima la fiducia del delfino: si sono capiti al volo!
GUARDA IL TRAILER DEL FILM!
COME SI DIVENTA ADDESTRATORE DI DELFINI
In Italia non esistono scuole specializzate per diventare addestratori di delfini e
cetacei, ma si può imparare sul campo in alcuni delfinari, come quello di Cervia. L’addestramento si fa studiando gesti, suoni e richiami. Ma la cosa più importante
(e che rende questo lavoro unico) è stabilire un profondo rapporto di amicizia con
l’animale. Per fare in modo che il delfino compia gli esercizi classici che si vedono nei
delfinari, ci si basa su comportamenti naturali, per esempio il salto, e si fa in modo
che li faccia nel momento giusto ricompensandolo con parole dolci, carezze, giochi.
È importante anche rispettare i loro tempi di riposo, o i momenti in cui hanno poca voglia. Il delfino deve potersi sentire a suo agio e divertire perché... non sta lavorando!
POTREMMO PARLARE CON LORO?
I delfini hanno un complesso sistema di comunicazione e “parlano” tra loro . Hanno strutture fisse, quasi una grammatica, e sequenze precise a seconda dei segnali che desiderano lanciare. Non solo: per quanto riguarda la lingua dell’uomo, comprendono oltre 100 parole diverse e rispondono in modo appropriato al loro significato. Queste caratteristiche hanno fatto ipotizzare ad alcuni scienziati che un giorno potremo addirittura comunicare con loro, con un linguaggio comune basato sui suoni dei delfini , visto che loro invece non possono parlare come noi. I delfini verranno posti davanti a degli oggetti e le sequenze di click e fischi da loro emessi saranno tradotte in algoritmi (formule) che verranno usati per identificare le parole. Poi basterà riprodurle per parlare con loro!
UN’ATTRICE DI TALENTO!
In questa foto si vede bene la coda artificiale di Winter. Nelle settimane precedenti le riprese, lo staff del CMA ha preparato Winter a familiarizzare con macchina da presa, luci e microfoni. E mai il delfino è stato forzato a fare qualcosa che non voleva fare . In questi casi, o nelle scene pericolose, si è ricorsi a un robot.
SITO UFFICIALE DEL FILM: L'incredibile storia di Winter il delfino