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Riprodotti in Italia i primi embrioni di rinoceronte bianco!

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Riprodotti in Italia i primi embrioni di rinoceronte bianco!
Ipa-agency

Grazie alla fecondazione artificiale, un laboratorio italiano ha riprodotto per la prima volta gli embrione del grande mammifero africano. La clonazione salverà le specie a rischio d'estinzione?

La salvezza del rinoceronte bianco potrebbe trovarsi sul fondo di una provetta: un laboratorio cremonese è infatti riuscito a riprodurre grazie alla tecnica della fecondazione assistita i primi embrioni di questi grandi mammiferi africani.

Una nuova speranza

I rinoceronti bianchi settentrionali sono praticamente estinti, poiché ormai ne restano in vita solo due esemplari, entrambi femmine.

Che futuro può esserci per la specie?

Per questo il laboratorio Avantea, che già nel 1999 aveva clonato il primo toro (Galileo) e nel
2003 il primo equino (Prometea) ha lavorato a lungo per riuscire ad ottenere questo incredibile risultato, illustrato tra l'altro sull'autorevole Nature Communications.

A rendere realtà quello che fino a pochi anni fa appariva più che altro come materiale per libri di fantascienza, è stato un team internazionale di ricerca guidato da Cesare Galli.

Nel mondo esistono ancora 21.000 esemplari di rinoceronti bianchi meridionali. Ma quelli settentrionali sono solo due...E sono tutte e due femmine!
Credits: Ipa-agency

Verso la clonazione

Per ottenere gli embrioni, il gruppo di scienziati ha fatto maturare 30 ovociti prelevati in precedenza da alcune femmine di rinoceronte bianco meridionale presenti in diversi zoo sparsi per il mondo. Di questi, 17 ovociti
sono stati fecondati con il seme della stessa sottospecie, mentre gli altri 13 sono stati fecondati con il seme congelato di esemplari (già deceduti) di rinoceronte bianco settentrionale.

A questo punto si è dovuti ricorrere alla tecnica di fecondazione assistita, la quale consiste nell'iniettare gli spermatozoi direttamente nella cellula uovo. Un procedimento simile viene usato anche per l'uomo, ma naturalmente il team di galli ha dovuto tarare ogni passaggio in base alle esigenze delle specie coinvolta.

Il risultato finale ha consegnato alla Scienza ben sette embrioni di rinoceronte bloccati a 12
giorni di sviluppo.

Tali embrioni sono stati divisi per soddisfare due scopi diversi: alcuni sono stati congelati per poi poter esser trapiantati nelle madri surrogate selezionate, mentre gli altri sono stati utilizzati per ottenere cellule staminali embrionali che serviranno come materiale per produrre nuovo materiale genetico.

Nonostante i numerosi ostacoli, secondo le speranze della comunità scientifica (e dello stesso Galli) i progressi già ottenuti potranno comunque portare in un futuro non molto lontano alla clonazione di una nuova generazione di rinoceronti bianchi settentrionali, "resuscitando" quindi la specie dall'abisso dell'estinzione nella quale si trova al momento, grazie soprattutto alla scelleratezza umana.

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