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Ma le cicale sono pericolose?

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Ma le cicale sono pericolose?
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Le cicale non sono pericolose per l'uomo e non pungono, ma possono provocare danni alle colture soprattutto su piante giovani e piantine. Eppure, sono anche le loro alleate: sembra un paradosso, vero?

Le riconosci dal loro "canto" tipico che anima le sere d'estate. Te lo anticipiamo subito, le cicale non sono pericolose per l'uomo e non pungono, anzi potresti trovare piuttosto piacevole il loro frinire. Un po' diverso è il discorso per l'agricoltura per la quale possono invece risultare dannose

Quali danni provocano

Le cicale possono provocare sia danni che benefici alle colture, anche in base alla specie di cui si tratta. Sì, perché noi parliamo genericamente di cicale ma devi sapere che di questi insetti appartenenti alla famiglia delle Cicadidae ne esistono almeno 3.000 specie diverse.

Il loro principale nutrimento è la linfa degli alberi e possono quindi risultare particolarmente dannose per le piante ancora giovani e per le piantine, mentre non dovrebbero esserci problemi per le colture più mature. Le fessure delle cortecce, poi, sono utilizzate dalle femmine per deporvi le uova. Quando si schiudono, nascono le larve che si nutrono delle radici delle piante.

Va detto, però, che nonostante la loro dieta si basi su vari componenti delle piante, non rappresentano una minaccia così significativa. Dall'altro lato poi possono anche aiutare le colture, soprattutto durante la loro fase larvale. Durante il periodo in cui sono larve infatti vivono e si sviluppano nel terreno, dove scavano tunnel che favoriscono l'areazione del suolo e quindi la crescita della flora. Inoltre, la loro presenza indica che quel terreno è sano e ricco di nutrienti: ottime premesse per frutta, verdura e cereali! Per non parlare di quanto possa essere rilassante ascoltare il loro canto, che in realtà dovremmo chiamare frinire.

In agricoltura biologica, quella praticata senza l'utilizzo di prodotti industriali, possono diventare addirittura delle alleate, a patto che il loro numero non sia sproporzionato rispetto alle piante coltivate. Per limitarle, si può ricorrere a dei metodi naturali, come favorire l'habitat dei predatori naturali e quindi fare in modo che attorno al campo vi siano aree incolte, cespugli e alberi da cui uccelli e pipistrelli possano essere attirati.

Esistono poi altri sistemi come trappole posizionate ai margini del campo o prodotti biologici per tenere lontani gli insetti. La natura però è già in grado di mantenere bilanciato un ecosistema, bisogna solo lasciarle...campo libero!

FONTE: Treccani

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