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Lo sapevi che | Perché si dice che alcuni animali sono portafortuna?

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Gatti neri, coccinelle e pipistrelli: alcuni animali e insetti sono da sempre considerati porta fortuna. Altri, al contrario, porta sventura. Dove e perché sono nate queste superstizioni?

Molti animali o insetti sono accompagnati da leggende e superstizioni che li associano alla fortuna o alla sventura al punto che, in molte culture, le stesse creature possono essere giudicate in maniera opposta.

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È il caso del gatto, animale sacro agli Egizi: nel mondo occidentale cominciò ad assumere una valenza negativa durante l'epoca della "caccia alle streghe", che si verificò in Europa tra il XV e il XVII secolo. La superstizione sosteneva, infatti, che i gatti neri fossero i fedeli compagni o, addirittura, le streghe stesse sotto mentite spoglie: il manto scuro del pelo le avrebbe rese invisibili di notte.

Anche il pipistrello ha la sua fama sinistra. Ritenuto da noi comunemente malvagio perché associato ai vampiri, in Cina è invece il simbolo di un’esistenza lunga e felice, tanto che la parola stessa (in cinese "fu") signi?ca anche buona fortuna.

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La coccinella, invece, è... fortunata perché è simbolo di fortuna in tutto il mondo. Fra i tanti motivi di privilegio della coccinella quale portafortuna c'è l’origine del suo nome: kokkinòs, in greco, signi?ca rosso scarlatto, un colore considerato portafortuna.

 

Fonte Focus D&R

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