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Gli squali attaccano spesso le persone?

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Gli squali attaccano spesso le persone?
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Lo squalo è l'animale più temuto del mare, è davvero così pericoloso per l'uomo? Facciamo un po' di chiarezza

A inizio luglio del 2022 due turiste sono state vittime di attacchi mortali da parte di squali mentre nuotavano lungo la costa egiziana Mar Rosso. La notizia ha destato un certo scalpore e, come spesso accade ogni volta che si verificano tragedie di questo tipo, la paura nei confronti di questi predatori è tornata prepotentemente a inquietare i pensieri estivi di vacanzieri e bagnanti. Ma gli squali attaccano davvero così spesso l'uomo?

Gli squali sono pericolosi?

Prima di tutto occorre ricordare che non tutti gli squali sono uguali. Tantissime specie sono infatti del tutto innocue e nello stesso Mar Mediterraneo che è stato teatro di due attacchi così ravvicinati, della cinquantina di specie che vivono in queste acqua solo pochissime rappresentano un reale pericolo per l'uomo: la verdesca (Prionace glauca), lo squalo volpe (Alopias vulpinus) o il cetorino (Cetorhinus maximus) sono ad esempio squali piuttosto diffusi nelle nostre acque, ma che non dovrebbero destare alcun timore.

squali: la verdesca
Una verdesca. Questo squali si può trovare anche nei mari italiani, ma è pressoché inoffensiva.
Credits: Getty Images

Certo, esistono però delle specie molto più pericolose come lo squalo mako (Isurus oxyrinchus), capaci di grandi balzi fuori dall'acqua e dotato di una dentatura poderosa, o il celeberrimo squalo bianco (Carcharodon carcharias), probabilmente il predatore marino più conosciuto e temuto del pianeta.

Dunque, sì, esistono squali in grado di fare molto male ad un essere umano, eppure anche questi temibili predatori non sono così aggressivi come possa sembrare.

Gli squali attaccano spesso le persone?

Infatti, benché la loro struttura fisica rappresenti un potenziale rischio per chiunque si avvicini troppi, gli squali (anche quelli più pericolosi) non sono affatto tra gli animali più letali per l'uomo. Statisticamente infatti, questi pesci provocano in media circa 10 morti all'anno, molti meno di animali universalmente reputati decisamente innocui come cervi o calabroni.

Non solo, anche le aggressioni sono molte poche: secondo i dati raccolti dall'International Shark Attack File del Florida Museum of Natural History’s, nel 2021 in tutto il mondo sarebbero stati appena 137 gli attacchi a persone da parte di squali (di cui 39 ritenuti come "provocati" da un errato comportamento umano). Le meduse, tanto per citare un animale molto più comune vicino alle nostre spiagge, da questo punto di vista sono molto, ma molto più pericolose!

Quindi sì, trovarsi faccia a faccia con uno squalo di grosse dimensioni non deve essere un'esperienza particolarmente confortevole, ma ciò non toglie che nella grande maggioranza dei casi gli incontri ravvicinati con queste creature si risolvono senza il minimo graffio, anche perché gli esseri umani non rientrano nella dieta di nessuno squalo.

A cosa è dovuta questa cattiva fama?

Ma se i numeri ridimensioni i timori nei confronti di questi predatori, perché gli squali ci fanno così tanta paura?

In realtà nel corso dei secoli l'uomo non ha mai temuto gli squali tanto come in questa epoca moderna. Certo, le storie su squali e pescecani famelici giravano già in età antica e nel Medioevo, tuttavia la vera fobia nei confronti degli squali è più recente, probabilmente aiutata dall'aspetto non proprio rassicurante di queste creature.

Alcuni studiosi però sono convinti che la vera svolta sia avvenuta a causa di un film! Secondo molti esperti infatti, fu solo dopo l'uscita del celebre Lo squalo (Jaws, 1975) di Steven Spielberg che la gente ha iniziato ad avere il terrore di essere attaccata durante un bagno in mare. Il kolossal hollywoodiano infatti esagerò molto sia le caratteristiche fisiche sia l'aggressività dello squalo mangia-uomini mostrato nella pellicola, innescando nell'immaginario collettivo (aiutato anche dall'inquietante colonna sonora) paura irrazionale nei confronti di questi "pescioloni".

Lo sapevi che...

Esistono più 465 specie di squalo in tutto il mondo. Di queste 47 sono presenti nel Mar Mediterraneo. Per citarne alcuni: lo squalo angelo (Squatina squatina), la verdesca o squalo blu (Prionace glauca), lo squalo longimano (Carcharhinus longimanus) conosciuto anche come pinna bianca oceanico o squalo alalunga, mako pinna lunga (Isurus paucus), squalo martello (Sphyrnidae). Lo squalo martello può essere potenzialmente pericoloso per i subacquei, tuttavia gli attacchi sono piuttosto rari.

Potenzialmente pericolosi anche lo squalo ramato (Carcharhinus brachyurus), lo squalo pinna nera (Carcharinus melanopterus) che azzanna le gambe dei subacquei perché le scambia per piccoli pesci. Questo squalo è avvistato spesso in Israele e in Egitto, dove si ipotizza che si sposti dall'Oceano Indiano e dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. La minaccia più grande però è, ovviamente, il grande squalo bianco (Carcharodon carcharias), ma se ne vedono raramente.

Squalo mako e bianco vivono anch'essi nel mediterraneo?

Sì. Ma non preoccuparti! Sebbene queste due specie possano essere trovate nel Mediterraneo, è molto difficile incontrarli. Mentre è più facile fare la loro conoscenza in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, California e Giappone. Pensa che gli esemplari più grandi di squalo bianco possono raggiungere i 6 metri di lunghezza e arrivare a pesare un paio di tonnellate, ed è anche longevo: può vivere fino a 73 anni!

Gli squali vivono in tutti gli oceani?

Sì, ma quasi tutte le specie di squali del mondo possono essere trovate nel Mediterraneo perché è collegato all'Atlantico (e al resto degli oceani del mondo) attraverso lo Stretto di Gibilterra e dal Canale di Suez.