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Dove vanno i gatti quando escono di casa?

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Dove vanno i gatti quando escono di casa?
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Quando il gatto oltrepassa la gattaiola dove va e quali sono le sue principali occupazioni? Quanto è grande il suo territorio? Come fa a ritrovare la strada di casa?

Vivendo con un gatto, viene spontaneo chiederselo. In casa il nostro micio sembra l’essere più sornione del mondo, a volte addirittura pigro e svogliato, con la mania di schiacciare frequenti pisolini e di occupare qualunque luogo gli aggradi, con una spiccata preferenza per il nostro letto e la pila dei panni puliti. Poi, d’improvviso si sveglia, si alza, si stiracchia allungando le zampe pelose, magari si sofferma sulla ciotola sperando di trovare un boccone da mettere sotto i denti, e si avvia verso la porta. “Miao!”, lo sentono reclamare coloro che non hanno installato una gattaiola. “Voglio uscire, chi mi viene ad aprire?”. Ma cosa succede una volta che il gatto supera la soglia di casa? Dove va? Cosa fa? Come si comporta? Grazie a recenti studi, la vita furtiva e silenziosa del nostro amico non è più un segreto. Ecco dove vanno i gatti quando escono di casa...

Il mondo per il gatto è come un luna park

Il gatto è un cacciatore pieno di talento e di entusiasmo e per lui il mondo è un enorme luna park. Ogni fazzoletto d’erba nasconde tra i suoi fili la possibilità che una farfalla o un insetto si librino nell’aria e per un micio, predatore attento a ogni minimo movimento, è irresistibile la voglia di rincorrerli.

Ogni muretto si fa tana per topini o per lucertole scattanti a cui, maldestramente, il gatto finirà per mozzare la coda (per fortuna le lucertole sopravvivono anche senza!), oppure diventa una terrazza su cui prendere il sole e godersi il tepore della giornata. Ogni anfratto, ogni fessura lungo i muri, nella terra, tra i cespugli o tra le fronde di un albero, diventa teatro di mille avventure che il gatto interpreta con curiosità e interesse.

Il gatto decide quanto è grande il suo territorio

Alcuni si sorprendono perché i gatti non si accontentano del loro giardino ma scavalcano muri e recinzioni per affrontare l’ignoto. In realtà sono meno sprovveduti di quel che può sembrare: i gatti, infatti, sono animali stanziali, tendono cioè a occupare un territorio e a non lasciarlo, a non allontanarsi, per tutto l’arco della loro vita. Diversamente da noi, però, i gatti non vedono in una recinzione o in un muro un confine invalicabile: sono solo divertenti ostacoli all’interno di un territorio personale, la cui ampiezza varia da gatto a gatto. Sono i gatti, autonomamente, a decidere quanto è vasto il loro territorio: la casa funge da “quartier generale” dove il micio riposa e si rilassa, mentre il mondo fuori a volte si limita al giardino di casa, altre volte include i giardini dei vicini o si può estendere anche oltre!

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Il gatto ha un orientamento perfetto

Dunque, occupare una zona più vasta del giardino di proprietà in cui vive è una cosa assolutamente normale per un gatto. Un micio sa sempre dove andare: già dopo poche uscite ha imparato a muoversi così bene nell’ambiente da essersi fatto una mappa molto precisa dei luoghi e dei percorsi da fare. Non pensate, però, che la parola “percorsi” abbia a che fare con strade o marciapiedi. Macché! I gatti si spostano attraversando tetti, giardini, cespugli, muretti, fossi, legnaie e solo quando non hanno altra possibilità scelgono di camminare brevemente sull’asfalto, approfittando del primo spazio erboso per mimetizzarsi. Ecco perché è sempre molto importante che le nostre città siano ricche di giardini e di aree verdi. I gatti sono dei gran camminatori e sono talmente abili a orientarsi e ritrovare la strada di casa che si potrebbe dire che il loro cervello sia dotato di GPS!

Il gatto osserva il territorio

Oltre alla caccia, alla perlustrazione del territorio e ai sonnellini sotto il sole, i gatti amano moltissimo osservare e guardare il mondo come fosse un immenso acquario. Avrete sicuramente visto un gatto assorto in questa attività svolta dall’alto di un albero o di un muretto: il micio, raccolto sulle quattro zampe, osserva quasi incurante il va e vieni di persone e automobili, come se si trattasse di guardare un film. Però, se un gatto rivale compare all’orizzonte il nostro amico dismette la sua calma serafica, si dirige con decisione verso il suo simile e, a meno che non si tratti di un gatto conosciuto e “amico” da accogliere a coda alta, lo sfida a suon di miagolii lunghi e minacciosi.

Come capire il gatto, consigli e curiosità

Due gatti che si contendono uno spazio sembrano due spadaccini, solo che al posto delle armi usano la voce! Ogni gatto cerca di impressionare l’altro, gonfiandosi per apparire più grosso e miagolando forte, finché uno dei due si ritira mesto, tornando da dov’era venuto. Il gatto vincitore, allora, si dà una veloce leccatina e torna a fare la vedetta, forte e soddisfatto di aver difeso il suo territorio anche quest’oggi. Vi sorprende il fatto che due gatti possano duellare usando la voce invece di unghie e denti? Eppure è proprio così: i gatti sono animali saggi, sanno che mordendo o graffiando potrebbero farsi reciprocamente molto male per cui, finché possono, cercano di risolvere i loro dissidi a colpi di... note!

Ogni gatto ha le sue abitudini

Ogni gatto ha le proprie abitudini e i propri orari: alcuni mici amano stare molte ore fuori casa, addormentandosi profondamente sul divano la sera; altri adorano fare brevi capatine all’esterno e si fanno vedere in casa un po' più spesso, magari facendoci compagnia mentre siamo davanti a un libro o al computer; altri ancora non vorrebbero mai stare in casa e vivono benissimo fuori; infine ci sono quelli che, troppo timidi, troppo insicuri o troppo anziani per nuove avventure, preferiscono non uscire affatto. In tutti i casi dev'essere sempre il gatto a decidere se stare dentro o fuori e per quanto: nella libertà della sua scelta possiamo capire qual è lo stile di vita che lo fa stare meglio e lo fa sentire più sicuro.

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Alcuni gatti hanno più famiglie

I gatti non sono tutti socievoli allo stesso modo. Accanto a quelli che preferiscono non farsi avvicinare da nessun essere umano, ce ne sono altri che riescono a farsi adottare da due famiglie contemporaneamente, passando le loro giornate a visitare alternativamente due case diverse. Questa loro caratteristica è indice di una grande adattabilità e di una grande familiarità con l’essere umano: i gatti che vivono in più famiglie, infatti, dimostrano di avere molta fiducia nelle persone, ma anche una sicurezza in se stessi, una flessibilità e una capacità di relazionarsi con individui di una specie diversa veramente invidiabili.

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Un microchip per essere sempre rintracciabile

Ogni gatto che ha la libertà di uscire dovrebbe essere dotato di microchip, ovvero un piccolo dispositivo sottocutaneo impiantato facilmente dal veterinario. Il microchip è uno strumento che permette di risalire al proprietario del micio e di restituirglielo prontamente in caso di smarrimento. Dotare il gatto di un collarino con un’apertura a clip è inoltre un modo per far capire a chi lo incontra che il gatto ha una casa dove tornare. Niente campanellini a corredo, però: se è vero che il tintinnio ci aiuta a capire dov’è il gatto, è altrettanto vero che la stessa informazione arriva anche ai “nemici” (ovvero a cani vaganti o ad altri gatti), negando al nostro amico la possibilità di difendersi, nascondendosi o allontanandosi dal pericolo!

Cosa fare quando il gatto non torna a casa

Un micio può decidere di abbandonare la casa in cui vive in seguito a un forte stress (per esempio l’arrivo di un cane, di un altro gatto o di un bebè), oppure perché nel quartiere altri gatti gli rendono la vita difficile. Nel caso in cui l’assenza si prolunghi più del solito, è bene organizzare le ricerche:

  • affiggi volantini per il quartiere con una foto del gatto e un numero di telefono da contattare;
  • parla con i tuoi vicini, chiedi loro di riferirti ogni avvistamento
  • avverti i veterinari di zona e lascia un volantino anche a loro avvisa le associazioni animaliste, le gattare e, se esiste, il gattile di zona, in modo che possano rintracciarti se il gatto venisse recuperato casualmente da qualcuno e affidato a loro.

(a cura di Sonia Campa, etologa)

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