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Storr Lochs: scoperto il cugino di “Nessie”

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Storr Lochs: scoperto il cugino di “Nessie”
credit: Todd Marshall

Una scoperta giurassica! L'Università di Edinburgo ha estratto da una roccia scoperta 50 anni fa uno scheletro di ittiosauro quasi completo. In pratica, un "delfino dai denti aguzzi", che dominava i mari tra il Triassico e il Cretaceo. Davvero un temibile predatore, il Tirannosauro dei mari...

Che denti aguzzi! Era lui, feroce come un Tirannosauro, il predatore indiscusso dei mari ben 250 milioni di anni fa, l'ittiosauro!

E l'Università di Edinburgo ha appena estratto uno scheletro quasi completo di questo mostro marino.

 

Per milioni di anni è rimasto incastonato in una roccia, per essere poi scoperto, 50 anni fa, nel 1966, su una spiaggia dell'isola di Skye, in Scozia.

 

Ma è stato scoperto 50 anni fa!
 

Eh sì, il nostro mostro marino è stato scoperto e poi lasciato in un magazzino del Museo Nazionale di Edinburgo, in Scozia, in attesa di avere i fondi per poterlo analizzare. Fondi, che alla fine, sono arrivati.

 

Ora, l'annuncio! Il fossile è stato totalmente estratto ed analizzato. Il paleontologo che ha partecipato allo studio (un esperto proprio in dinosauri) Steve Brusatte lo definisce impressionante!

 

IMPRESSIONANTE!

 

Il mostro di "Storr Lochs", sarebbe più temibile del ben più famoso Nessie, il mostro di Loch Ness. O almeno così lo definisce la stampa inglese. 

Pixabay

Il fossile estratto risale a 170 milioni di anni fa ed era un predatore marino che dominava il mare. Temibile, nel suo ambiente, come un Tirannosauro!

Lungo oltre quattro metri, era massiccio e dotato di quattro pinne. Una specie di delfino moderno dai denti appuntiti.

 

Gli ittiosauri erano dei rettili marini che solcavano i mari tra 250 milioni fino a 65 milioni di anni fa, in un periodo compreso tra il Triassico e il Cretaceo. 

 

 

Ti piacerebbe poterlo vedere?

 

I ricercatori sperano di poterlo esporre presto al museo di Edinburgo. 

Nel frattempo, potremmo consolarci andando alla ricerca di Nessie, no?

 

Fonte: ed.ac.uk

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