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Saltriovenator zanellai: Il più grosso predatore del Giurassico è italiano!

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Saltriovenator zanellai: Il più grosso predatore del Giurassico è italiano!
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Scoperto nel 22 anni fa vicino a Varese, è il più antico ceratosauro del Giurassico inferiore e le sue "dita" possono rivelarci molto sulla storia... degli uccelli!

Uno dei primi dinosauri predatori di grossa taglia, che ha anticipato di di 25 milioni di anni la comparsa dei grandi carnivori giurassici; stiamo parlando del Saltriovenator zanellai, il più antico e grande ceratosauro del Giurassico inferiore.

A confermarlo è stato un nuovo studio pubblicato su PeerJ, è un gruppo di studiosi italiani: Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, Simone Maganuco, paleontologo e collaboratore del Museo di Storia Naturale di Milano e Andrea Cau, paleontologo del Museo Capellini dell'Università di Bologna.

Ma andiamo con ordine...

La storia del "Saltriosauro"

Saltriovenator zanellai deve il suo nome ad Angelo Zanella, l'uomo che scoprì il primo fossile, e al luogo del ritrovamento, una cava vicina a Saltrio, in provincia di Varese. Vista l'indole predatrice dell'animale è stato aggiunto anche un "venator" - "cacciatore" in latino - ed ecco che la denominazione era bella che completa!

L'esemplare di "Saltriosauro", com'è stato ribattezzato affettuosamente dagli abitanti della zona, visse 198 milioni di anni fa, era lungo circa 7,5 metri e il suo peso raggiungeva la tonnellata. Una bella stazza, soprattutto per il periodo.

Le sue dimensioni e la sua ferocia però non gli risparmiarono una fine ingloriosa: le tracce di morsi lasciate da pesci e invertebrati marini su tutto il corpo infatti hanno portato gli esperti a stabilire che il carnivoro, una volta morto, galleggiò per parecchio tempo nell'acqua - sì, in Lombardia ai tempi c'era il mare - finendo solo dopo mesi, o addirittura anni, sul fondale dove poi ha cominciato il processo di fossilizzazione.

Che c'entra un'ala d'uccello con un ceratosauro del Giurassico? Continuate a leggere...
Credits: Shutterstock

L'importanza della scoperta

Il recente studio ha dimostrato come questo bestione appartenesse al gruppo dei teropodi, dinosauri bipedi, perlopiù carnivori, che erano dotati di arti anteriori meno sviluppati ma muniti di artigli.

Questo è importante perché significa che l'evoluzione dei dinosauri verso dimensioni molto più grandi era iniziata milioni di anni prima di quello che pensavamo.

Basti pensare che anche il T-Rex, comparso 130 milioni di anni dopo, era un teropode!

Dita che diventano ali?

Ma lo studio di Dal Sasso e del suo team tocca anche un'altro argomento molto interessante (e dibattuto): nei resti di Saltriovenator zanellai c'è la prova che alcuni dinosauri evolsero nei moderni uccelli?

Per trovare una risposta i paleontologi hanno analizzato con cura i frammenti osse delle dita del predatore e l'esito finale ha confermato che effettivamente il quarto dito della zampa scomparve nel corso dell'evoluzione dei teropodi, portando l'ala degli uccelli a formarsi partendo dalle tre dita rimaste (pollice, indice e medio).