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Scoop dal Cretaceo: lo Spinosauro era un dinosauro acquatico

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Scoop dal Cretaceo: lo Spinosauro era un dinosauro acquatico
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Il rinvenimento di un nuovo scheletro nel deserto marocchino ha mostrato come il più grande carnivoro tra i dinosauri fosse dotato di un forte una coda pinnata, indizio rivelatore della sua natura di predatore acquatico. "Ora si dovranno cambiare i libri di paleontologia!".

Quando si pensava di conoscere quasi tutto su uno dei più grandi carnivori mai esistiti, una nuova scoperta ci ha messo lo zampino. Anzi, la coda. Già perché il rinvenimento di uno scheletro di spinosauro avvenuto nel deserto del Kem Kem (Marocco sudorientale) ha rivelato agli scienziati l'esistenza di una lunga coda piatta, mai rinvenuta prima in nessun altro dinosauro. Da qui, la rivoluzionaria conclusione: lo spinosauro era in realtà un predatore acquatico!

UNA SCOPERTA CHE CAMBIA TUTTO!

Famoso per il suo aspetto "coccodrillesco" e l'imponente cresta, lo spinosauro era un teropode - come il T-Rex - che visse nel periodo Cretaceo, l'ultimo dominato dai dinosauri. Poteva raggiungere i 15 metri di lunghezza, i 7 metri d'altezza e tra le imponenti fauci e e i micidiali artigli con cui ghermiva le prede, fu la più temibile minaccia per gli animali del suo tempo.

Fino ad oggi si pensava fosse un predatore abituato agli ambienti paludosi ma che agisse perlopiù sulla terraferma; la scoperta pubblicata su Nature dal un gruppo internazionale di paleontologi coordinato da da Nizar Ibrahim della National Geographic Explorer e dell'Università di Detroit Mercy (e comprensivo di ben sette ricercatori italiani) è destinata però a cambiare totalmente la nostra visione di questo colosso preistorico.

LA CODA RITROVATA

Le prime ossa dello spinosauro protagonista della scoperta furono trovate per caso nel 2008 e da allora l'area del rinvenimento è stata oggetto di studi e scavi per recuperare il resto dei fossili. In particolare si dava la caccia alla coda, che ad un certo punto si pensò persa per sempre.

I paleontologi però non si arresero e nella fase di scavi avvenuta tra il 2015 al 2019 sempre più ossa tornarono alla luce, arrivando a ricostruire uno degli scheletri più completi mai ricostruiti, appartenuto ad un esemplare di circa 3,5 tonnellate e più o meno 10 metri di lunghezza (Repubblica). Tra questi nuovi ritrovamenti, alla fine, saltarono fuori anche le ossa della coda, che hanno consentito agli studiosi di ricostruirne la forma originale.

Si è così compreso come lo spinosauro fosse dotato di una lunghissima estensione (quella dell'esemplare in questione doveva misurare quasi 5 metri) attraversata da grandi fasci muscolari alla base e lunghe spine sia sotto che sopra le vertebre che conferivano alla coda una forma piatta e perfetta per fungere da "motore" durante gli spostamenti in acqua.

La forza propulsiva di questa coda è stata perfino testata dai laboratori di Harvard!

LE REAZIONI

«Ora si dovranno riscrivere tutti i libri sui dinosauri - ha dichiarato all'ANSA Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano che prese parte agli scavi - Questa coda rappresenta la prima inequivocabile prova che i dinosauri invasero anche gli habitat acquatici con un modello anatomico completamente nuovo e originale, che cancella la falsa convinzione che tutti i dinosauri privi di penne fossero costretti ad abitare solo gli ecosistemi di terraferma».

Secondo gli studiosi infatti, la scoperta dello "spinosauro acquatico" rappresenta la prova decisiva del fatto che i dinosauri privi di penne e piume non abitassero solo sulla terraferma ma che, ad un certo punto della loro storia su questo pianeta, si spinsero anche in acqua.

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