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Curiosità della Natura: quando gli animali si comportano come noi umani

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Molte specie hanno comportamenti molti simili a quelli dell'uomo. Anche se, su di loro, sembrano insoliti...

Nel 1600 il filosofo francese Cartesio affermava che gli animali non pensano e non provano emozioni. Oggi gli etologi (gli scienziati che studiano il comportamento animale) hanno dimostrato, al contrario, che in molti casi i comportamenti animali sono legati a stati d’animo precisi e sono reazioni a fatti che avvengono. E in molti casi, comunque, gli animali ci stupiscono con comportamenti molto simili ai nostri.

Per esempio, avresti mai immaginato che i topi cantano? O che le meduse (che sono esseri senza cervello) dormono? O che le orche provano tristezza e piangono?

I TOPI CANTANO

I cartoni animati ci hanno abituati a vedere simpatici topini che si comportano come noi umani. E in effetti a volte è così: il topo di Alston (Scotinomys teguina) può intonare delle vere serenate per conquistare la compagna. I ricercatori hanno verificato che questo piccolo roditore (che vive in America Centrale) sfida altri membri della sua specie in gare di canto, sia per conquistare la partner sia per difendere il territorio. Purtroppo, però, questi gorgheggi sono a frequenze così elevate che l’orecchio umano non è in grado di udirle.

LE SCIMMIE RIDONO

I primati sono gli animali che più “imitano” l’uomo. Per esempio nel ridere: ricercatori dell’Università di Portsmouth (Inghilterra) per un esperimento hanno fatto il solletico a una ventina tra oranghi, gorilla, bonobo e scimpanzé e hanno scoperto che non solo ridono come noi, cioè utilizzando gli stessi meccanismi fisici (come la respirazione affannosa e l’emissione di suoni) ma lo fanno anche per gli stessi motivi, cioè quando si divertono o come reazione a un “tocco” indesiderato!

LE LUCERTOLE SBADIGLIANO

Lo sbadiglio è un altro comportamento che non appartiene solo all’uomo: lo fanno anche animali quali le scimmie, i topi, alcuni pesci e molti rettili (come l’iguana marina delle Galapagos). Ma non è stanchezza: per loro, infatti, l’atto di sbadigliare serve a sgranchire le mascelle, comunicare con i propri simili o... fare pulizia ai denti!

LE MEDUSE DORMONO

Tre studenti di neurobiologia del California Institute of Technology (Usa) hanno dimostrato che esseri “primitivi” come le meduse Cassiopea (Cotylorhiza tuberculata) dormono. E ciò accade anche se questi esseri non hanno un sistema nervoso centralizzato, come il cervello umano, che regola le attività di sonno e veglia. La scoperta servirà a stabilire se altri esseri viventi, come le piante, possano riposare.

LE ORCHE PIANGONO

L’orca J35 (chiamata così dai ricercatori) nelle acque dell’oceano Pacifico ha vegliato la sua piccola per
17 giorni prima di arrendersi alla sua morte. Il fatto ha dimostrato che questi cetacei provano tristezza, soprattutto davanti a un lutto. Ma anche lo stretto rapporto che unisce madre e figlio, che restano insieme anche in età adulta manifestando le loro emozioni e comunicando tra loro.

LE FOCHE STARNUTISCONO

Per noi lo starnuto è il primo sintomo del raffreddore. E anche per molti animali come cani, gatti, leoni, cavalli, scimmie e foche: lo starnuto è un riflesso condizionato che serve, come per noi umani, a liberare le vie aeree. Sennò come potrebbero farlo visto che, loro, non sanno soffiarsi il naso?