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Cheese! Ai topi piace farsi i selfie

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Cheese! Ai topi piace farsi i selfie
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Avete mai visto dei topi farsi dei selfie proprio come noi? Sembra incredibile, ma è successo davvero! Leggete qui.

Due topi per un selfie. Tutto è partito dall’idea di un artista francese di nome Augustin Lignier. Nel 2021 ha comprato due topi in un negozio di animali in Francia – come parte dei suoi studi universitari - e poi ha costruito loro una gabbia particolare. Secondo ciò che ha detto in un'intervista alla CNN, ha messo a punto un meccanismo molto elaborato, attaccando alla gabbia una macchina fotografica.

Un click in cambio dello zucchero

Ogni volta che i due topolini premevano il pulsante della macchina, il meccanismo rilasciava loro dello zucchero. “Mi sento davvero potente”, ha detto Augustin Lignier quando i suoi due topi, dopo essere stati ben addestrati, hanno iniziato a scattarsi i selfie. Lignier ha scritto dei commenti sulle nozioni di piacere e di ricompensa e sui comportamenti di dipendenza indotti dai social network. I selfie dei topi sono “un ottimo modo per attirare lo sguardo”, ha detto Lignier, il quale attraverso questa divertente esperienza ha potuto esplorare la riduzione dei tempi di attenzione e l'impatto degli algoritmi dei social media.

La gabbia dei topi si basa sulla “Skinner Box”

“Basta un piccolo potere come questo, che ha a che fare con due topini e non con miliardi di persone, per sentirti come se potessi manipolare tutto”, ha detto l’artista francese. “È una sensazione veramente strana”. La gabbia costruita da Lignier si basa sulla Skinner Box, il dispositivo creato dallo psicologo statunitense B.F. Skinner per studiare il comportamento animale. Lignier ha detto di essersi ispirato agli esperimenti scientifici di Skinner degli anni '50, ossia l’addestramento degli animali per effettuare azioni complesse.

Quando i due topi – che Lignier ha chiamato Augustin e Arthur, ossia i nomi di se stesso e di suo fratello – iniziarono ad esplorare il loro nuovo ambiente, toccavano casualmente il pulsante che rilasciava loro lo zucchero. Dopo circa una settimana hanno iniziato a capire che premere il pulsante aveva un effetto positivo: pulsante uguale zucchero. Quando i topi associarono le due cose, allora Lignier li spostò in una gabbia normale – con l’obiettivo di far dimenticare loro lo zucchero – prima di riportarli nella gabbia originale.

Sono tornati in quest’ultima quando il pulsante non rilasciava più zucchero all’essere premuto. Il rilascio di zucchero è stato randomizzato (ossia reso casuale, nda), ma poiché il cervello del topo “associa il piacere allo zucchero e lo zucchero al pulsante, loro lo toccano”, ha detto Lignier, aggiungendo che a volte premevano il pulsante più di una volta al minuto. Queste pressioni hanno prodotto una serie di selfie, alcuni dei quali sembravano essere stati scattati su uno sfondo bianco e pulito. Altri erano più “headshot”, una tecnica utilizzata per mostrare i volti in primo piano.

I due topi si sono trasferiti ad Arles

Dare ricompense casuali in cambio di selfie è una delle strategie utilizzate dalle società di social media e dalle app di appuntamenti per fidelizzare gli utenti, ha detto Lignier. “Ogni volta che i topi premono il pulsante, hanno dopamina nel cervello e registrano il momento esatto in cui lo toccano”, ha precisato Lignier. “Ne ero affascinato.” Dopo aver trascorso alcuni giorni a scattare selfie, i topi sono andati a vivere con la madre di Lignier ad Arles, nella Francia del sud, fino al giorno della loro morte. Sono stati sepolti nel giardino di casa.

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