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Strane “scienze”: che cos’è la criptozoologia?

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Lo studio degli animali nascosti affascina l'uomo da sempre. Il mondo accademico però la rifiuta senza se e senza ma.

Scimmie dal manto argentato che diventano invisibili, uccelli che creano tempeste quando volano, talpe-ornitorinco che fiutano tesori: sono alcune delle bestie fantastiche di Newt Scamander, il magizoologo studiato da Harry Potter e compagni nella immaginaria scuola di Hogwarts creata da J.K. Rowling. Ma avreste mai immaginato che anche il nostro mondo "babbano" ha un filone di studi sugli animali incredibili? È la criptozoologia: la “scienza degli animali nascosti” (da kryptos: nascosto, appunto).

Il mondo accademico la rifiuta categoricamente, definendola una pseudoscienza senza nessun fondamento, poco più di una caccia a mostri mai esistiti.

TRA REALTÀ E FANTASIA

La verità è che da sempre l’uomo inventa leggende legate al mondo animale. Esseri che noi oggi sappiamo essere frutto della fantasia, come l'unicorno, la sirena, il drago, la fenice figuravano perfino nelle enciclopedie di naturalisti e geografi del ‘600. Fu solo nel secolo dopo che sparirono da quei libri scientifici, anche se qualche bestia strana restava, come il Microcosmus marinus: essere tentacolato tanto grande da sembrare un’isola.

I criptidi, come sono definiti gli animali “nascosti”, si sono rivelati quasi sempre delle “bufale”: è certo ormai che il mostro di Loch Ness, i draghi o il Big Foot sono solo miti, nonostante le tante testimonianze di chi crede di averli visti.

Eppure ci sono animali leggendari poi scoperti in natura e accettati dalla comunità scientifica come il calamaro gigante (conosciuto nel passato come kraken) e soprattutto l’okapi (un po' cavallo, un po' zebra e un po' giraffa) di cui si avevano solo notizie attraverso racconti di tribù africane.

Forti di questi successi, gli criptozoologi affermano che gli animali non vanno divisi in due categorie: autentici da un lato e immaginari dall'altro. Ci sarebbe, a loro avviso, spazio per la ricerca non tradizionale che può aiutare a svelare misteri di creature fantastiche e dove trovarle!

Facciamo alcuni esempi

CALAMARO GIGANTE – REALE
Inafferrabile abitatore delle tenebre subacquee, terrore delle imbarcazioni che solcavano i mari più profondi, creatura ritenuta a lungo leggendaria: il calamaro gigante invece esiste davvero ed è stato anche immortalato in foto e video. Nome scientifico: Architeuthis dux ed è il più grande invertebrato vivente sulla Terra. Ha occhi delle dimensioni della testa di un uomo e tentacoli lunghi come un bus. Il più grande esemplare scientificamente documentato è lungo 18 metri e il peso può arrivare fino a una tonnellata.

YETI – LEGGENDA
“Essere o non essere questo è il dilemma?” Per l’abominevole uomo delle nevi la questione sembra ormai risolta: non è mai esistito. La scienza non ha trovato una singola prova della sua presenza sulla Terra. Tutti gli avvistamenti, nelle montagne dell’Himalaya, della creatura misteriosa alta fino a 2.40 metri e ricoperta da una folta scura pelliccia, si sono rivelati dei “fake”. E i campioni anatomici ritrovati e associati allo Yeti (dalla parola Sherpa: yeh-teh, cioè "quella cosa") appartengono solo a particolari varietà di orso.

DRAGHI – LEGGENDA (ANCHE SE...)
Protagonisti onnipresenti di leggende, miti e narrazioni fantasy (ultima in ordine di tempo il kolossal televisivo Il Trono di spade) i draghi - creature gigantesche dal vago aspetto serpentiforme, capaci di volare e sputare fuoco - hanno popolato per molto tempo l’immaginario di tutte le culture del Mondo. Nei secoli passati naturalisti importanti, come il grande scienziato Ulisse Aldovandri, li ritenevano addirittura reali. Oggi sappiamo che sono creature fantastiche, ma la criptozoologia continua a cercare prove della loro esistenza in epoche passate.
In realtà, ameno nel nome, un drago reale c'é: è il Drago di Komodo, un immenso varano che vive sull'isola indonesiana.

CHUPACABRA - LEGGENDA
Il mitologico “succhia capre” è un animale vampiro delle zone desertiche centroamericane: alto circa un metro e mezzo, ricoperto da un pelo grigiastro, dotato di grandi occhi rossi, arti con tre dita artigliate e canini sporgenti. Avrebbe la particolarità di penetrare nei tessuti e nelle ossa delle vittime, grazie a un’appendice appuntita del suo corpo, per iniettare una sostanza che impedisce il rigor mortis. Praticando poi tre fori triangolari alla gola, le dissangua completamente. Per nostra fortuna, però, è solo una leggenda!

DAHU - LEGGENDA
Le origini del Dahu si perdono nella notte dei tempi. Addirittura in pitture rupestri nelle caverne finlandesi dove si nota un cacciatore che insegue un mammifero dalle zampe asimmetriche. Questa simpatica creatura leggendaria simile a uno stambecco ha, infatti, una caratteristica particolare: le gambe di destra sono più lunghe di quelle sinistre (o viceversa) per muoversi meglio sugli scoscesi pendii montani. Di fatto non esistono esemplari catturati, fotografie o reperti di altro genere che ne provino l’esistenza.