Donna Moderna
FocusJunior.it > Animali > Animali strani > Il DNA dell’antico “unicorno siberiano” ci rivela nuovi segreti!

Il DNA dell’antico “unicorno siberiano” ci rivela nuovi segreti!

Stampa
Il DNA dell’antico “unicorno siberiano” ci rivela nuovi segreti!
Wikipedia / Bogdanov 2006

Un antico cugino dei rinoceronti si estinse molto più tardi di quanto si pensava e le cause della sua scomparsa, dovute al cambiamento climatico, dovrebbero farci riflettere molto...

È stato rinominato "unicorno siberiano" ma il bestione preistorico di cui stiamo parlando ha ben poco a che fare con l'aggraziata creatura mitologica che siamo abituati ad immaginare.

Elasmotherium sibiricum, questo il suo nome scientifico, era infatti grosso, tozzo e aveva un gigantesco corno frontale che probabilmente superava il metro di lunghezza. Più rinoceronte che unicorno dunque, anche se un recente studio ha dimostrato come la specie in questione si sia separata da quella degli attuali mammiferi africani oltre 40 milioni di anni fa.

Ma sono emerse anche altre novità!

Un gruppo di ricercatori del Museo di Storia Naturale di Londra - in collaborazione con alcuni scienziati dell'Accademia Russa delle Scienze, del centro Australiano per il DNA antico, e di altri istituti specializzati nello studio degli isotopi - ha infatti analizzanto il DNA proveniente da 23 diverse ossa fossilizzate che erano conservate in giro per il mondo, sperando di capire di più su questi colossi del passato.

E i risultati sono stati sorprendenti.

Elasmotherium sibiricum, l'unicorno siberiano, era un bel mistero per gli scienziati visto che i pochi reperti fossili non permettevano una datazione certa.
Credits: Shutterstock

Le scoperte

Innanzitutto Elasmotherium sibiricum non si estinse 200.000 anni fa - come invece credeva l'intera comunità scientifica - ma continuò ad abitare il pianeta almeno fino a 36.000 anni fa, quando l'uomo era già presente sulla Terra.

Fummo quindi noi, come nel caso dei mammut, a causare la scomparsa dell'unicorno siberiano?

No, fu colpa del clima...E del suo corno!

Un monito anche per l'umanità

I ricercatori infatti, analizzando i pochi reperti a disposizione hanno calcolato che bestione doveva posseder un cranio decisamente massiccio, appesantito da un immenso corno che gli avrebbe limitato di molto i movimenti.

Questa caratteristica si rivelò fatale quando un lieve raffreddamento della Terra portò alla lenta scomparsa dell'erba brucata dall'unicorno preistorico: tozzo com'era, non riuscì ad adattarsi a nuove fonti di cibo - il gigantesco corno gli impediva di alzare la testa per mangiare foglie persino degli arbusti più bassi - e così finì per soccombere.

Secondo gli scienziati, la fine di Elasmotherium sibiricum dovrebbe farci riflettere.

Il cugino del rinoceronte non scomparve a causa di un cataclisma - come avvenne ad esempio per i dinosauri - ma di un piccolo cambiamento climatico che però modificò radicalmente l'ambiente in cui l'unicorno siberiano viveva.

Cosa accadrebbe all'uomo se la stessa cosa si verificasse nei prossimi decenni?

 

I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Ecology and Evolution