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Perché le giraffe hanno il collo lungo?

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Alla ricerca della spiegazione evolutiva dietro il lungo collo della giraffa: la chiave è il DNA!

Secondo il principio di adattamento alla base del successo evolutivo di una specie, la causa del collo "smisurato" della giraffa sarebbe data dalla necessità di nutrirsi delle foglie più alte. Ma come ha potuto la Natura assecondare questo bisogno? 

 

Dare una risposta a questo interrogativo è la "mission" di Douglas Cavener, ricercatore americano della Penn University che sta collaborando con il Nelson Mandela African Institute for Science della Tanzania per meglio comprendere le stravaganti caratteristiche dell'animale più alto della Terra.

 

Parola al biologo

 

Per secoli gli scienziati si sono arrovellati per capire con esattezza le ragioni dei cambiamenti evolutivi necessari per mantenere una struttura così imponente che allo stesso tempo fosse in grado di sostenere grandi velocità (una giraffa può correre fino a 60 km/h!) e potesse servirsi di un'incredibile potenza cardiovascolare.

 

«Il cuore delle giraffe, per esempio - dice Cavener – deve spingere il sangue su due metri d'altezza per provvedere al rifornimento di ossigeno al cervello. Ciò è possibile perché il cuore delle giraffe si è evoluto in modo tale da possedere un'inusuale larghezza del ventricolo sinistro, oltre ad avere la pressione sanguigna doppia rispetto a quella degli altri mammiferi».

 

Paragoni tra "cugini"

 

Per identificare i motivi dietro queste caratteristiche davvero uniche, i ricercatori hanno comparato le sequenze genetiche di alcune giraffe con quelle del “cugino” okapi, un mammifero “giraffide” delle foreste pluviali africane, che benché abbia un DNA molto simile a quello della parente "spilungona", non si è evoluto con le medesime caratteristiche fisiche (anzi, assomiglia più ad una zebra!).

 

 

Accostando i due filamenti genetici, dunque, si è potuto osservare con più facilità quelle differenze che hanno portato ad un così diverso sviluppo evolutivo.

 

Gli scienziati in questo modo hanno scoperto che nelle giraffe alcuni geni “regolatori” dello sviluppo scheletrico subito dei forti cambiamenti. Ecco perché pur avendo lo stesso numero di ossa degli altri mammiferi, le giraffe hanno arti così allungati!

 

Diverse sono subito apparse anche quelle parti del genoma deputate al comportamento della pressione sanguigna e del metabolismo: lo stomaco delle giraffe, infatti, riesce a sopportare la strana dieta a base di acacia, le cui foglie sì sono molto nutrienti, ma anche molto tossiche!

 

Questo studio, sperano gli studiosi, potrebbe avere due effetti positivi: aiutare nella ricerca per la cura di patologie cardiovascolari dannose anche per l'uomo e riportare un po' di attenzione sul rischio pericolo di estinzione che le giraffe africane stanno correndo!

 

Fonte: Nature

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