Donna Moderna
FocusJunior.it > Animali > Animali selvatici > Mappato il DNA dello squalo

Mappato il DNA dello squalo

Stampa
Mappato il DNA dello squalo
Ipa-agency

Gli scienziati hanno analizzato il patrimonio genetico del grande squalo bianco per comprenderne i segreti biologici e proteggerlo dall'estinzione

Più di 25.000 geni e sequenze ripetute che conferiscono stabilità e una salute di ferro. Sono questi alcuni dei dati più interessanti ricavati dalla mappatura del DNA dello squalo bianco realizzata dal team di ricercatori dell'Università Sudorientale Nova, Cornell University e dell'Acquario della baia di Monterey.

L'analisi genetica è presentata sull'autorevole rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) e servirà per conoscere appieno i meccanismi biologici di queste creature, tutelandole dal rischio estinzione.

UNA PATRIMONIO GENETICO MOLTO PARTICOLARE

Lo studio del DNA dello squalo bianco - che è risultato essere più grande di una volta e mezza rispetto a quello umano - potrebbe averci rivelato il segreto dell'incredibile longevità del più grande predatore dei mari, che nuota nelle acque del nostro pianeta da circa 500 milioni di anni.

I dinosauri sono passati, lo squalo è rimasto vivo e vegeto!

Motivo di una simile resistenza è nascosta ovviamente nel patrimonio genetico, il quale è composto da tantissimi geni disposti in sequenze ripetute che regolano la riparazione del DNA. Ciò impedisce l'accumulo di errori genetici che porterebbero al decadimento cellulare.

In altre parole i geni dello squalo correggono continuamente gli errori del DNA, riducono drasticamente il rischio di cancri (malattie derivate proprio dalla mutazione di alcuni geni) e regalano ai feroci animali una vita decisamente lunga.

E L'OLFATTO?

Molti si aspettavano che questa ricerca fornisse informazioni utili circa le dinamiche che portano gli squali a sviluppare un fiuto eccezionale.

Purtroppo però le analisi non hanno svelato granché in tal senso e questo ha fatto pensare agli scienziati che la grande capacità degli squali di percepire stimoli olfattivi anche da grandi distanze potrebbe essere legato a meccanismi ancora sconosciuti.