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L’affascinante mondo delle meduse

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L’affascinante mondo delle meduse
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Come sono fatte? Perché pungono? Come si riproducono? Scopri tutte le caratteristiche (e un sacco di curiosità) sulle meduse!

Siamo portati a considerare le meduse come semplici animali marini con corpo gelatinoso e semitrasparente, in grado di infliggere temibili punture. E tutto sommato è vero, anche se non mancano specie legate ad acque salmastre e dolci, e moltissime tra loro sono innocue per l’uomo.

Ma cosa sono davvero le meduse?

Nelle complicate classificazioni degli invertebrati marini, la meduse appartengono al Phylum degli Cnidari, che conta circa 10.000 specie, inserito nel più grande raggruppamento dei Celenterati, assieme agli Ctenofori, organismi gelatinosi privi di organi urticanti.

Veleni a parte, una delle caratteristiche più importanti degli Cnidari è la presenza di forme diverse: il polipo (che non c’entra nulla con il polpo delle nostre scogliere, che è un mollusco cefalopode) e la medusa. Il polipo è fissato al fondale e presenta una corona di tentacoli rivolti verso l’alto; la medusa, al contrario, si muove in acque libere, e spesso ha la forma di una campana (detta ombrello) con i tentacoli nella parte sottostante.

Una medusa "bussola" vicino a Lundy Island, Devon, Inghilterra
Credits: Ipa-agency

Le due forme sono strettamente collegate: polipo e medusa derivano l’uno dall’altra e molto spesso la stessa specie presenta entrambe le forme, in fasi diverse della propria vita.

I famosi coralli non sono altro che grandi colonie di polipi, capaci di sviluppare uno scheletro calcareo esterno, che costituisce la base delle immense barriere coralline tropicali. Sono anch’essi Cnidari, ma appartengono a un gruppo particolare, gli Antozoi, che non hanno un legame strettissimo con le meduse che conosciamo.

Il veleno

Sui tentacoli delle meduse si trovano piccoli organi chiamati nematocisti, i quali contengono un filamento che "scatta" al momento del contatto con un corpo estraneo. È questo filamento a iniettare le sostanze tossiche e urticanti che tanto spaventano i bagnanti!

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Il complicato ciclo vitale delle meduse

Le meduse si riproducono sessualmente e l’uovo fecondato produce una piccola larva in grado di nuotare. Questa forma, detta planula, si fissa al fondo e si trasforma nel polipo, che si accresce nutrendosi di microscopici organismi marini.

Nelle forme coloniali il polipo può anche riprodursi in forma asessuale, producendo varie copie di se stesso, fino a dare vita a una piccola colonia di suoi simili. Quando il polipo ha raggiunto la maturità, produce piccole meduse femminili e maschili che si accrescono in acque libere e si riproducono sessualmente, grazie alla liberazione di uova che vengono fecondate dai maschi.

I coralli sono grandi colonie di polipi che hanno sviluppato scheletro calcareo esterno,
Credits: Ipa-agency

Nelle meduse propriamente dette, la fase di polipo è presente solo in alcuni gruppi, ma il ciclo vitale di un grande numero di specie è poco conosciuto e non passa anno senza che emerga qualche novità. Una ha fatto recentemente grande scalpore: la scoperta di una medusa che sembra in grado di sconfiggere le regole stesse della vita, diventando... “immortale”.

La medusa “immortale”

A prima vista Turritopsis dohrnii (chiamata anche T. nutricola e presente nel Mediterraneo e nei mari del Giappone, foto in alto), non fa grande impressione, con il suo ombrello più piccolo di una monetina e lunghi tentacoli filamentosi, ma i dettagli del suo ciclo vitale hanno scosso il mondo scientifico.

La vita delle meduse, infatti, culmina con la riproduzione, che nelle specie più grandi avviene diversi mesi dopo la nascita, e subito dopo vede la morte dell’adulto.

Sorprendentemente questo non si verifica sempre con Turritopsis: se le condizioni ambientali sono troppo svantaggiose, può riorganizzare le proprie cellule e tornare allo stadio di polipo, rigenerandosi forse all’infinito.

Il principio può essere riprodotto sull'uomo? Purtroppo no...

Il processo è stato osservato decine di volte in laboratorio: in pratica questa specie sembra essere l’unico organismo al mondo in grado di tornare “giovane” (cioè allo stadio di polipo) anziché morire. Per le sue caratteristiche questa medusa è ovviamente molto studiata ma da questo alla speranza di aver sconfitto la degenerazione delle cellule, e più in generale la vecchiaia ce ne corre: questo organismo ha infatti una struttura infinitamente meno complessa di quella di un uomo o di un altro vertebrato.

Meduse giganti

Le meduse non diventano molto grandi rispetto ad altri organismi marini.

Una delle specie più imponenti, diffusa nei mari freddi del Nord, è la medusa criniera di leone Cyanea capillata (nome dovuto alla fitta “parrucca” con centinaia di tentacoli): ha un ombrello che può sfiorare i 2 metri di diametro e singoli tentacoli lunghi anche 10 metri.

Un esemplare di Cyanea capillata
Credits: Ipa-agency

La medusa di Nomoura, Nemopilema nomurai, dei Mari Orientali può invece raggiungere i due quintali di peso.

Animali di dimensioni molto maggiori, grandi come balene, le cui immagini si possono trovare su internet, sono frutto di fotomontaggi!

A fare davvero impressione però, più che le dimensioni, è la concentrazione che questi animali possono raggiungere: in momenti favorevoli alcune specie possono riempire un piccolo braccio di mare con milioni di individui e scomparire poche settimane dopo, di solito dopo una riproduzione di massa.

Uno dei raduni più spettacolari e curiosi di meduse si osserva nella piccola laguna salata di Eil Malik, un’isola del gruppo di Palau, nell’Oceano Pacifico tropicale, dove nel pomeriggio enormi numeri di meduse innocue dei generi Mastigias si concentrano in un singolo braccio del lago per godere dei raggi del sole che consentono la fotosintesi delle alghe simbionti che vivono nei loro tessuti.