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La pericolosissima cubomedusa

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Piccola e dall'aspetto stravagante, questa medusa in realtà è una delle creature più mortali del mare!

L'incontro ravvicinato con una medusa non è mai un'esperienza piacevole, ma nel caso della cubomedusa, il contatto potrebbe addirittura ucciderci!

LA CUBOMEDUSA

La Cubozoa, o cubomedusa , è una classe di celenterati dell'ordine dei Cnidari che deve il suo nome alla particolare forma dell'ombrello (ossia la "campana" trasparente da dove partono i tentacoli), che è per l'appunto cubica.

A differenza di altre meduse, questa specie è dotata di un ropalio, ossia un organo sensoriale che permette alla cubomedusa di avere uno sviluppato senso dell'orientamento. Ma non è questa la caratteristica più interessante...

UN ANIMALE VELENOSISSIMO

Le cubomeduse infatti sono famose per l'elevata tossicità del veleno contenuto nei nematocisti, piccoli organi urticanti che ricoprono i tentacoli di questi animali. Il contatto con simili creature provoca nello sfortunato bagnante un'immediata - e dolorosa - reazione fisiologica che parte da uno choc anafilattico e si conclude con la progressiva paralisi di cuore e sistema nervoso.

La morte in questi casi è molto frequente.

LE CUBOMEDUSE NEL MONDO

Esistono circa 20 specie di cubomeduse, le quali vivono perlopiù nell'Oceano Pacifico e in quello Indiano, anche se alcune cubomeduse meno velenose si possono trovare anche nel Mar Mediterraneo. Le più pericolose sono quelle che nuotano nelle acque australiane, come la Chironex fleckeri - conosciuta come "vespa di mare"- che rappresenta la minaccia più grande per noi esseri umani.

Rapida negli spostamenti in acqua, questa creatura possiede un veleno così potente da essere in grado di uccidere un uomo nella metà dei casi in cui avviene una "puntura".

Nelle acque mar Mediterraneo potremmo invece incontrare la Carybdea marsupialis. Questa specie non è velenosa come le altre, ma il contatto ravvicinato è comunque poco raccomandabile, poiché le tossine dei suoi tentacoli provocano serie ustioni e possono anche mettere a rischio la vita del bagnante, se questo presenta qualche particolare allergia.