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Il cincillà: il raro roditore andino

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Il cincillà: il raro roditore andino
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Sono tenerissmi ma molto delicati: ecco tutto quello che dovete sapere sul cincillà!

Dal muso curioso e simpatico, il cincillà è un abitante tipico delle Ande, la catena montuosa che attraversa l'America meridionale.

In natura esistono due specie: dalla coda lunga (Chinchilla lanigera), presente solo nelle zone montuose aride del nord del Cile a un'altitudine di 3.000-5.000 metri, e dalla coda corta (Chinchilla chinchilla), che vive ad altitudini di 3000-4500 metri in Perù meridionale, Bolivia, Argentina nord-ovest e nord del Cile. Entrambe le specie sono addomesticabili e possono convivere con l'uomo in appartamento.

I cincillà infatti hanno generalmente un buon carattere, sono molto docili e raramente mordono, e se gestiti correttamente tendono a stringere un forte legame affettivo con il proprietario. La maggior parte degli esemplari si lascia coccolare e prendere in braccio, ma alcuni non amano le smancerie e, in questo caso, è necessario rispettare il carattere del nostro amico e non forzarlo in alcun modo.

I cincillà sono grandi più o meno come un coniglio nano, lunghi una trentina di centimetri e pesanti da 300 a 800 grammi, con le femmine che rappresentano il sesso dominante della coppia e sono più grosse dei maschi.

In natura i cincillà rischiano l'estinzione poiché i cacciatori negli ultimi due secoli li hanno sterminati per mettere le mani sulla loro preziosissima e ambita pelliccia.
Sebbene siano ormai specie protette, i cincillà continuano a essere perseguitati da spietati bracconieri che stanno ulteriormente riducendo le ultime popolazioni selvatiche sopravvissute, tanto che secondo la lista rossa degli animali a rischio della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) Chinchilla lanigera è una specie vulnerabile (VU) e ne sopravvivono meno di 10.000 esemplari, mentre Chinchilla chinchilla è in pericolo di estinzione (EN) e ha subìto un declino almeno dell'80% nell'ultimo decennio a causa dello sfruttamento e della perdita di habitat. Gli studiosi stanno cercando di salvare le ultime popolazioni, ma tutti i tentativi di reintrodurre i cincillà in natura finora hanno fallito.

I cincillà fanno la tana nelle fenditure della roccia e la folta pelliccia li protegge dalle basse temperature, impedendo la dispersione del calore corporeo.
In caso di pericolo, per esempio dinnanzi a un predatore come gufi o volpi, il cincillà può perdere volontariamente una ciocca di peli con lo scopo di distrarre il nemico quel tanto che basta per fuggire.

Che furbetto!

Proprio per scampare gli attacchi dei predatori, i cincillà ha abitudini tipicamente notturne: di giorno restano rintanati in luoghi bui e protetti dai quali escono al crepuscolo e all'alba per crogiolarsi al sole. Di notte l'animale usa le sue vibrisse per orientarsi nell'oscurità, i baffi infatti segnalano se le fessure rocciose sono abbastanza larghe da consentire il passaggio: se non si piegano, via libera.

Questi buffi e morbidi roditori sono animali spiccatamente sociali e possono vivere in colonie di oltre 100 individui.
Per comunicare tra loro emettono molte vocalizzazioni, dal fischio/grido di avvertimento prodotto dalla sentinella che segnala al resto del gruppo la presenza di un potenziale pericolo, al rumore più basso durante l'accoppiamento fino a sibili e sputi in caso di atteggiamento aggressivo. Le minacce includono anche il ringhio, il battito dei denti e il rilascio di urina.
Dalla dieta strettamente vegetariana, il cincilla si nutre principalmente di foglie, erba e semi, che consuma seduto sulle zampe posteriori, usando quelle anteriori per portare il cibo alla bocca al pari di uno scoiattolo. Anche in cattività bisogna rispettare le sue abitudini alimentari e solitamente i cincillà domestici sono nutriti con erba medica, fieno, frumento, mais, avena e pellet commerciali.

Consigli per chi lo ha in casa

In appartamento questi animali potrebbero soffrire la reclusione perché in natura sono abituati ad arrampicarsi e correre velocemente durante le ore notturne, è quindi necessario predisporre una gabbia adeguata (che rimane comunque un habitat poco amato dall'attivo roditore) e prevedere tutti i giorni almeno un paio di ore di libertà sotto sorveglianza, al riparo da pericoli quali altri animali e cavi elettrici.

Per un solo esemplare la gabbietta, che deve essere in ferro in quanto il cincillà ama rosicchiare, deve avere le seguenti dimensioni minime: 120 cm di altezza, 80 cm di larghezza e 60 cm di profondità. Deve prevedere più piani, così da consentire all'animale di arrampicarsi, ed essere dotata di oggetti quali ruota, tubi, scatole e materiale da sgranocchiare. Per emulare gli anfratti rocciosi in cui è solito nascondersi durante il giorno, è necessario collocare una piccola zona-tana riparata e buia dentro la gabbia, e quest'ultima non va mai esposta al sole diretto o alle correnti di aria. Altri importanti elementi che non devono mai mancare nella casetta di un cincillà sono l'acqua fresca e un mucchietto di ghiaia dove rotolarsi per pulirsi il pelo.

Se curato nel modo corretto, il roditore andino può vivere fino a 20 anni in cattività, mentre in natura difficilmente supera i 10 anni.