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Come capire il gatto? Consigli e curiosità

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Come capire il gatto? Consigli e curiosità
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Cosa vogliono dirci i gatti quando hanno la coda alta? E quando fanno le fusa? Ecco come decifrare i comportamenti dei nostri amici felini

COME CAPIRE IL GATTO

Il gatto è un animale molto sensibile, che accorda amicizia solo a chi sa rispettare i suoi spazi. Ama le persone gentili e discrete, non sopporta gli eccessi e tollera solo coccole delicate e non invadenti. Come se non bastasse, preferisce essere lui a prendere l’iniziativa. Insomma, per entrare in sintonia col nostro piccolo lord dobbiamo imparare a interpretare i segnali che ci manda.

Roberto Marchesini, etologo e studioso della relazione tra l’uomo e le altre specie animali, ci dà qualche consiglio

COME SI ESPRIME IL GATTO?

Cosa vogliono comunicarci i mici con i loro atteggiamenti. Ecco come capire il gatto...

    • Coda alta? "Coccolami" - Quando un gatto ha voglia della nostra compagnia e delle nostre coccole tiene la coda alta come se fosse una bandiera di benvenuto. Il modo migliore per accogliere il suo invito è accucciarsi senza protendere le mani verso di lui ma lasciandogli l’iniziativa. Vedrete che il micio comincerà a strusciarsi sul nostro corpo, in particolare sul dorso della mano, sul viso e sulle gambe. Quando un gatto fa così è come se apponesse sul nostro corpo un post-it con scritto “sei mio”.
    • Ron ron e miao miao - I gatti sono maestri nel produrre tanti suoni differenti, ognuno con un significato preciso. Quando il gatto fa le fusa(una sorta di brontolìo) significa che si vuole concedere un momento di tranquillità e si affida a noi come se fossimo la mamma. All’opposto, il soffio indica che il gatto ci vuole cacciare o è molto spaventato. Esistono poi molte forme di miagolìo, da quello breve di saluto a quello prolungato di richiesta. Un miagolìo lamentoso e prolungato è caratteristico del corteggiamento.
    • Ok alle carezze però... - Al gatto piacciono molto le coccole e il contatto fisico col suo proprietario. Con buona pace del luogo comune che descrive il gatto come un tipo asociale e solitario. Ma per quanto apprezzate, le carezze vanno fatte con moderazione. Il mantello del gatto è infatti ricco di terminazioni nervose, per cui è molto sensibile alla manipolazione. Insomma, non possiamo trattare il micio come un peluche, per cui è meglio non insistere troppo e preferire alcune zone come la schiena.
    • Orecchie all'interno - Il gatto non è propriamente un cuor di leone. Si spaventa facilmente e il segnale più chiaro della sua paura sono le orecchie appiattite all’indietro. In queste situazioni è prudente non infastidirlo e nemmeno avvicinarsi per rassicurarlo. Anche perché un gatto spaventato può reagire graffiando o mordendo. Inoltre, un forte spavento potrebbe provocargli un trauma che poi dura nel tempo. Se poi la paura fa novanta, ecco che il gatto assume la posizione della strega, cioè inarca la schiena e si gonfia: in questo modo si mostra al potenziale nemico più grande e, dunque, più temibile.

LO SAPEVI CHE...

  • I gatti vivono in tutti i continenti - tranne l'Antartide, là vanno perlopiù i pinguini! - e sono gli animali domestici preferiti di noi esseri umani. Si calcola infatti che nelle nostre case ce ne siano circa 600 milioni. E in Italia? Anche da noi la cifra è ragguardevole: circa 7 milioni e mezzo!
  • Secondo uno studio tutte queste centinaia di milioni di gatti deriverebbero da un unico progenitore, il gatto mesopotamico, che incontrò l'uomo circa 10.000 anni fa e si mise al suo "servizio" per tenere lontano i topi dalle riserve di grano.
  • I baffi dei gatti si chiamano vibrisse e aiutano i felini a prendere le misure degli spazi circostanti.

Fonte: Amoremiao