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Alla scoperta del polpo, il genio del mare

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Sembrano "alieni", ma i polpi hanno qualità che li rendono una delle creature più intelligenti delle profondità marine

Sono famosi per la loro forma decisamente unica (lunghe braccia attaccate alla testa) e per la loro “timidezza” (è difficilissimo, infatti, riuscire a vederli da vicino o a fotografarli). Ma il polpo (da non chiamare polipo, che è la versione “baby” di meduse e coralli) potrebbe essere molto utile, in un futuro prossimo, per l’uomo. Ha, infatti, delle caratteristiche così particolari da aver attirato l’attenzione degli scienziati, che sperano di poterle replicare per sfruttarne le potenzialità.

Quante specie di polpo esistono?

Il nostro pianeta ospita molte specie diverse di polpi, come quello dagli anelli blu (Hapalochlaena lunulata), dalla saliva letale, e quello gigante del Pacifico (Enteroctopus dofleini) che arriva a una lunghezza di 3 metri. In gran parte dei mari del nostro pianeta, però, la specie più diffusa è il polpo comune (Octopus vulgaris), proprio quella che potremmo incontrare davanti alla spiaggia in Italia.

Dove vivono i polpi?

Il polpo comune non vive solo in profondità inaccessibili, ma si può trovare anche nei pressi degli scogli più vicini alla costa. In ogni caso comunque, essendo adattabile, si spinge anche a qualche centinaio di metri di profondità.

Nel Mar Mediterraneo vivono molte specie di polpi, i quali popolano i fondali rocciosi, ricchi di anfratti in cui passare le ore del giorno, ma non è raro trovare questi animali anche sulla sabbia e nel bel mezzo delle grandi praterie di posidonia, una pianta acquatica molto diffusa nell'habitat mediterraneo.

I polpi si mimetizzano?

Per esempio Alon Gorodetsky, docente di scienza e chimica dei materiali all’Università della California, sta studiando insieme al suo team il meccanismo con cui i polpi si mimetizzano, adattando il colore della pelle all’ambiente circostante. Una tecnica che potrebbe essere usata per produrre tessuti con le stesse caratteristiche.

Gorodetsky e i suoi colleghi hanno scoperto che per cambiare così velocemente il proprio aspetto (in circa 3 decimi di secondo) i polpi utilizzano una proteina, la riflettina, che controlla i meccanismi coinvolti nel cambiamento del colore dei cromatofori, cioè le cellule che contengono pigmenti colorati che permettono all’animale di confondersi con l’ambiente circostante.

Il polpo è intelligentissimo

Anche la loro intelligenza è unica: sono considerati, infatti, gli animali più intelligenti tra tutti gli invertebrati, con capacità simili, in alcuni casi, a quelle umane, come quella di usare degli oggetti per trarne dei vantaggi.

Per esempio, Julian Finn, un biologo marino dei Museums Victoria, in Australia, nel 2009 vide un polpo utilizzare gusci di noce di cocco per farne una “casa mobile”. Diversi esperimenti hanno dimostrato anche che i polpi sono in grado di riconoscere le sagome e di compiere azioni insolite, come aprire il tappo di un barattolo per procurarsi il cibo all’interno.

Per capire come fanno, uno studio del 2015 dell’Università di Chicago e dell’Università della California a Berkeley ha dimostrato che questi animali possiedono il sistema nervoso più sviluppato tra gli invertebrati, di cui circa i due terzi si trovano nei tentacoli e non nella testa, dove c’è il “vero” cervello. Quindi le “braccia” compiono molte operazioni in modo autonomo: per questo motivo i tentacoli possono continuare a reagire agli stimoli anche staccati dal corpo!

Gli otto tentacoli (da cui il nome Octopus, cioè “con otto piedi”) sono uno degli strumenti più potenti del polpo. Su ogni tentacolo, infatti, sono presenti due file di ventose (in tutto circa 240), ognuna delle quali funzionante come un piccolo aspiratore, che gli consentono di resistere a una trazione pari a 20 volte il suo peso: è un’altra caratteristica di questo “fenomeno” del mare e gli scienziati la stanno studiando per poterla replicare in modo che sia utile all’uomo.

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