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raffaello sanzio

raffaello sanzio
di: faccia
L A V I T A Raffaello nacque ad Urbino nel 1483 . Il padre Giovanni Santi, pittore con un enorme competenza dell’arte morì quando il figlio aveva solo undici anni e resto’ per Raffaello il primo ed unico vero maestro. La bottega di Santi a Urbino continuò la su attività e fu qui’ che Raffaello completò il suo apprendistato. Fin dal 1498 ricevette incarichi come artista indipendente e in un contratto del 1500 viene già definito “maestro”. Le sue prime opere testimoniano la ripetuta presenza di Raffaello a Citta’ di Castello tra il 1498 e il 1504; a Perugia nel 1503 e nel 1504 ; collaborò anche col Pinturicchio alla decorazione della Biblioteca Piccolomini a Siena. Il suo primo viaggio fuori dal territorio Umbro e’ quello che lo vide a Firenze nell’ottobre del 1504 per poi ritornare a Perugia alla fine dello stesso anno per altri importanti lavori, e’ possibile che Raffaello abbia equamente diviso la sua attività fra tre citta’ Firenze, Urbino , Perugia fino alla fine del 1508 quando parti’ per Roma ove rimase fino alla morte nel 1520. Per suo esplicito desiderio la tomba fu collocata nel Pantheon. A Roma Raffaello fu segnalato a papa Giulio II come decoratore per la ristrutturazione dei Palazzi Vaticani ed ottenne subito la responsabilita’ completa di una stanza dell’ala nord, la Stanza della Segnatura, il successo dell’opera gli guadagno’ un virtuale monopolio su tutti i successivi incarichi pittorici in Vaticano. Alla morte del Bramante, nel 1514, le responsabilita’ di Raffaello si estesero a comprendere le imprese archittettoniche papali e con la partenza di Michelangelo per Firenze, la sua supremazia nell’ambiente artistico di Roma era al di sopra in ogni possibile concorrenza. Non e facile sintetizzare la straordinaria attivita’ artistica di Raffaello: egli fu un pittore eccezionalmente fecondo, fu anche un prolifico disegnatore, fu poeta e grandissimo architetto. Non e’ possibile render conto complessivamente dell’impatto provocato dall’influsso di Raffaello sull’arte del Cinquecento, tanto esso fu vasto: in un modo o nell’altro ne risentirono tutti gli artisti Italiani di un certo livello (Michelangelo compreso) infatti intormo al 1600 molti artisti studiarano non solo le sue opere ma anche il suo metodo di organizzazione. LE OPERE DEL PERIODO PREROMANO Le prime opere di Raffaello riflettono la sua situazione professionale: sono due stendardi per la confraternita della Carita’ e per la chiesa della Trinita’ a Citta’ di Castello e testimoniano il contatto con i principali stili locali e soprattutto con Giovanni Santi e la sua bottega. Inizialmente egli fu spinto esclusivamente dal desiderio di imparare e questo atteggiamento impronto’ tutta la sua carriera.. La sua eccezionale capacita’ di rinnovarsi continuamente si basava su una fondamentale umiltà e sulla disponibilita’ a modificare il proprio stile per adattarlo alle esigenze di mecenati e collezionisti. Con l’accumularsi delle esperienze poi lo stile di Raffaello divento pero’ piu’ aggressivo. In questo senso gli inizi della maturita’ di Raffaello possono essere rintracciati in tre pale d’altare: la pala di Citta’ di Castello con la “Crocifissione” (1502-03) la pala degli Oddi con “L’Incoronazione della Vergine”(1503) e lo “Sposalizio della Vergine” (1504) opere che rivelano forza e chiarezza di struttura , ordine e armonia formale. LE OPERE DEL PERIODO ROMANO A Roma , Raffaello continuo’ a dedicarsi ai generi pittorici. Fu qui che egli divenne un ritrattista di statura, invento’ il taglio della figura a tre-quarti. Nell’ambiente romano Raffaelo diventa il ritrattista ufficiale di papi, cardinali e alti personaggi della corte, inventando una serie di schemi (ritratto in posa, ritratto “istantaneo”, ritratto di gruppo, scena di conversazione) che si pongono come gli indiscutibili prototipi di tutta la ritrattistica dei secoli successivi. Famoso il “Ritratto di Leone X con due cardinali” (1517-1518) una pietra miliare nella storia del ritratto di gruppo.Ma i ritratti

 
raffaello sanzio continuamento
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Ma i ritratti papali rappresentano solo una parte della produzione ritrattistica di Raffaello a Roma, stupefacente per la varieta’ dei tagli i ritratti di “Baldesar Castiglione e della Donna velata” (1515) rivelano un eccezionale spessore emotivo che riscalda l’idealizzazione formale con il sentimento e la simpatia. - 2 - Importanti sono anche le pale d’altare. “La Madonna Sistina” (1513) e’ la prima pala che contenga una concreta e persuasiva rappresentazione del soprannaturale.

La pala di “Santa Cecilia” (1515-16) esplora le possibilita’, nel soggetto sacro, del tema della contemplazione estatica. Le sue principali tematiche (la visione, l’estasi , il dramma) sono sintetizzate nella “Trasfigurazione” (1519-20) opera che rappresenta il testamento di Raffaello, il definitivo bilancio di tutti i risultati raggiunti dalla sua arte. L’ATTIVITA’ DI DECORATORE DEI PALAZZI VATICANI Ma le opere che occupano la maggior parte dell’attivita’ di Raffaello in Roma erano di un genere completamente diverso dai precedenti. In un primo momento collaboro’ alla decorazione della volta della Stanza della Segnatura, stanza che il papa Giulio II intendeva adibire a Biblioteca segreta, ai quattro tondi con figure allegoriche seguirono i grandi affreschi delle pareti interamente di sua mano. Nel 1511 Raffaello cotinuo’ nella decorazione della stanza successiva, la Stanza di Eliodoro dove gli fu richiesto di dipingere quattro scene narrative a carattere storico-allegorico. Prima che la stanza fu ultimata la posizione di Raffaello in Vaticano cambio’ . Sotto il nuovo papa Leone X e dopo la morte del Bramante egli assunse piu’ vaste responsabilita’ e a causa di numerosi impegni fu costretto a ricorrere sempre piu’ largamente ai suoi collaboratori, Continuo la sua attivita’ di decoratore con la terza stanza , la Stanza dell’incendio di Borgo nella quale solo l’affresco con “L’incendio di Borgo” e’ interamente di sua mano, mentre gli altri sono opere di allievi. Prosegui’ con la decorazione della Sala dei Palafrenieri con grandi figure di Apostoli e Santi e prosegui poi con i cartoni (1518-19) per una nuova serie di dieci grandi arazzi per la Cappella Sistina.

I sette cartoni superstiti , in gran parte di mano di Raffaello stesso, rappresentano “Scene della vita di San Pietro e San Paolo. Una vasta equipe di artisti decorava in quegli anni, sotto la supervisione di Raffaello, le Logge Vaticane dove stucchi e affreschi con “Scene bibliche” ornavano le volte. Alla sua morte erano iniziati i lavori della piu’ splendida stanza dei Palazzi Vaticani, la Sala di Costantino: l’enorme affresco della “Battaglia di Costantino e’ un suo disegno come l’originale schema decorativo dell’intera sala. - 3- RAFFAELLO ARCHITETTO Dopo la morte del Bramante nel 1514, Raffaello ne prende l’eredita’ nel cantiere di San Pietro, contemporaneamente si dedica allo studio dell’antichita’ classica iniziando una traduzione del trattato “De Architectura” di Vitruvio e progettando un rilievo sistematico della Roma archeologica. Il talento di Raffaello come arichitetto era stato apprezzato per primo da Agostino Chigi per il quale egli dipinse gli affreschi Santa Maria della Pace (1514).

L'interno della Cappella Chigi La Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo presenta non solo molte idee nuove, come per esempio la struttura a piramide della tomba, ma anche una nuova concezione del lavoro dell’artista dove mescola molteplici mezzi espressivi e diverse tecniche artistiche e persino una nuova interpretazione dell’antichita’.

Tutto cio’ si rileva pienamente nei complessi accostamenti della facciata di Palazzo Branconio dell’Aquila (1519) e nelle invenzioni decorative di Villa Madama (1517-1520) il piu’ importante edificio raffaellesco che ci sia rimasto.

 
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