Studenti boicottano la prova INVALSI!

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Alcuni studenti hanno pasticciato volontariamente la prova a crocette per esprimere il proprio dissenso nei confronti di un metodo di valutazione ritenuto troppo "rigido" e "impersonale"

Tra studenti e Test Invalsi non è mai scoppiato l'amore: domande complicate e di difficile comprensione, risposte serrate, rigidità nel giudizio finale...Insomma, una gatta vera da pelare, soprattutto in vista degli esami!

 

Anche molti docenti e genitori però hanno sollevato più di un dubbio sulla validità di queste domande "a crocette" e da anni il dibattito si infuoca periodicamente in continue polemiche e botta e risposta tra le parti a favore e quelle contrarie.

 

Due settimane fa infatti, è scoppiato un nuovo caso: tredici studenti dell'Istituto Alberghiero di Casalecchio (vicino Bologna)  hanno boicottato il test Invalsi del 12 maggio scorso, scarabocchiando le domande e rendendo illeggibili i codici identificativi degli alunni.

 

Il gesto, costato ai giovani "ribelli" sei giorni di sospensione con obbligo di frequenza, ha trovato il supporto del Comitato Autonomo Studentesco (CAS) e dei Cobas, il sindacato che più volte ha attaccato il tanto odiato test INVALSI.

 

Un metodo di valutazione troppo "freddo"

In molti ritengono la formula "a quiz", esportata dal modello anglosassone degli istituti inglesi e americani, completamente estranea ai metodi della scuola italiana, che invece fa della "differenziazione" una base importante per la crescita.

Le domande "asettiche" e rigide dell'Invalsi sarebbero dunque contrarie al processo di sviluppo mentale degli studenti, che verrebbero abituati a mandare a memoria un certo numero di nozioni senza badare minimamente all'interesse per la materia suscitato dall'insegnate o alle differenti inclinazioni degli studenti.

 

Al di là delle motivazioni, i ragazzi rifiutatisi di fare il Test andranno in conto a pesanti conseguenze: «I ragazzi potevano stare a casa- spiega su Repubblica.it la preside Paola Mabelli in merito alla dimostrazione di dissenso - Ma quando vengono a scuola hanno obblighi istituzionali e di comportamento. Se fosse stato fatto in un compito di matematica avrebbero preso un 2. Le prove Invalsi non si valutano con i voti, però abbiamo deciso di dare un segnale educativo con la sospensione».

 

 

26 Maggio 2016