Nuova Zelanda, il fiume sacro dei maori diventa una persona vera e propria davanti alla legge

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Dopo una battaglia legale durata 170 anni, il fiume neozelandese Whanganaui viene riconosciuto come un essere vivente a tutti gli effetti, con tutti i diritti che ne comportano. Soddisfazione tra la popolazione maori, che ora vede tutelato il loro fiume sacro, protettore della vita.

Con le sue acque portatrici di fertilità ed il continuo fluire che lo rende un elemento vivo e pulsante, il fiume è sempre stato associato a qualcosa di sacro ed intoccabile.

Per le popolazioni maori che abitano la Nuova Zelanda poi, la natura è una diretta espressione della divinità e tutto ciò che ci circonda, dalle piante alle montagne, dagli animali alle nuvole, altro non è che una manifestazione visibile di qualche essere soprannaturale.

Il fiume è vivo!

Si comprende benissimo quindi il perché della lotta legale, durata ben 170 anni, compiuta dai maori per far sì che il il Governo Neo Zelandese riconoscesse al fiume Whanganaui tutti i diritti di un essere vivente.

 

Già nel 1840 vi era stato un accordo, il trattato di Waitangi tra le 40 tribù maori della zona ed i rappresentanti del Regno Unito, ma la questione si era arenata nei decenni. Un bel cruccio per i maori, i quali si identificano totalmente con il loro fiume ( «Ko au te awa, ko te awa ko au», recita un loro famoso detto. "io sono il fiume, il fiume è me")

Ora questa battaglia è giunta finalmente al termine ed il fiume sacro dell'Isola del Nord è stato dichiarato ufficialmente "persona giuridica". Ciò significa che verrà rappresentato legalmente da due persone in carne ed ossa, un membro eletto della comunità maori ed un funzionario governativo, e che avrà tutte le tutele di un normale cittadino.

19 Marzo 2017
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