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Special // Iniziative speciali
Un museo al mese: scopri il Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia con Focus Junior!
 
Pubblicato da Focus Junior

Ogni mese Focus Junior vi porterà alla scoperta di un fantastico museo italiano. Esplorate con noi tutti i tesori nascosti nel Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia: la vostra famiglia entra gratis!



Focus Junior e il Ministero per i beni e le attività culturali vi invitano a vivere una grande avventura nei musei di tutta Italia. Questo mese partiremo alla caccia dei tesori nascosti nel Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia! Ritagliate il coupon che trovate nella rivista in edicola questo mese (il numero 103): i vostri genitori potranno entrare gratis con voi!

Per vivere al 100% la caccia al tesoro non vi resta che scaricare la MAPPA DEL MUSEO fatta da Focus Junior con tutte le indicazioni per esplorare l'edificio! Siete pronti all'avventura?

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E il gioco non finisce qui! Dopo la visita vogliamo avere le vostre impressioni. Scriveteci le vostre opinioni compilando la scheda che trovate CLICCANDO QUI. Tra tutte le risposte ricevute verranno selezionate quelle più curiose e divertenti che saranno pubblicate sulla rivista Focus Junior... e i prescelti diventeranno dei veri “conoscitori d’arte”!

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Cosa aspettate? Correte in edicola e partite all'avventura: la caccia al tesoro nei musei è cominciata!

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Così è nata la primavera

Da tempo, la scienza ha ormai spiegato l’alternarsi delle stagioni: la rotazione della Terra rispetto al Sole, l’inclinazione dei raggi solari, gli equinozi che segnano i passaggi da una stagione all’altra a seconda dell’emisfero. Nel passato, invece, le varie culture usavano la mitologia per rendere comprensibili questi fenomeni. Per i Greci e poi anche per i Latini, che adottarono molti miti greci, la spiegazione ruotava ad esempio intorno a due personaggi femminili: Demetra e Persefone (Cerere e Proserpina per i Romani). Persefone è la figlia di Demetra, dea dei raccolti, e di Zeus. Di lei si innamorò Ade, dio degli Inferi, che la rapì e la portò con sé nel regno dei morti. Le proteste di Demetra e l’aiuto di Zeus lo costrinsero a liberarla e a rimandarla dalla madre. Ade, però, prima di liberarla le fece mangiare qualche chicco di melagrana: la leggenda dice che, facendolo, si è costretti a rimanere negli Inferi, anche se in vita! Fu così che Persefone, e con lei la Primavera, poté tornare da Demetra, ma solo per una parte dell’anno; per 4 mesi fu invece costretta ad abitare col marito: i mesi del gelo e del buio, l’Inverno, durante cui Demetra piange le sue lacrime per l’assenza della figlia. A Vibo Valentia, al centro della Magna Grecia, la zona nella quale la cultura greca fiorì nel nostro Paese, c’è un museo che espone molti materiali che ci raccontano la diffusione del culto di Demetra e Persefone.

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Acconciature d'epoca: le donne di Hipponion al Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi

DA NON PERDERE!
 
Acconciature d'epoca
Le teste di statuette del V sec. a. C. rappresentano i ritratti delle signore di Hipponion (l’antica Vibo Valentia) devote al santuario dedicato probabilmente a Persefone e alla madre,
Demetra. Sono un campionario delle varie acconciature dell’epoca: capelli divisi in due bande sulla fronte, doppia fila di riccioli… Dalle orecchie nascoste dai capelli, pendono diversi tipi di orecchini.

 

Passaporto per l'Aldilà
Ripiegata su se stessa per nasconderne il contenuto e deposta sul petto della defunta, la lamina in oro riporta inciso un testo in greco antico. È una sorta di "manuale d’istruzioni" che la donna deve seguire nel suo viaggio verso l’Aldilà, per ottenere la felicità eterna. Appartiene al culto Orfico, una pratica religiosa riservata a pochi eletti nella antica Grecia. Il messaggio dà una visione precisa della vita e della vita dopo la morte.

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Un passaporto per l'Aldilà in lamina d'oro del Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi

Ex voto imbucati
La pratica dell’ex voto è diffusa in molte culture nel mondo. Sono doni che un credente offre alla divinità facendole una promessa e chiedendole in cambio di esaudire un desiderio. Nelle aree consacrate esistevano spazi dedicati alla raccolta dei doni dei fedeli, che erano considerati sacri e non potevano essere distrutti, pena l’ira della divinità. Quelli non più in uso venivano quindi tolti per far spazio ai nuovi e collocati in apposite buche chiamate favisse. In quella ricostruita nel museo, si possono vedere gli strati di oggetti accumulati nel tempo.

 

CURIOSITÀ
 

Elmi per gli Dei
Anche gli elmi in bronzo, come le altre parti dell’armatura dei soldati, erano donati agli Dei. Quelli rinvenuti nel santuario di Scrimbia sono oggetti pregiati, decorati con lamine di bronzo o di oro, realizzati nel VI sec. a. C. Per evitare che fossero rubati, spesso erano resi inutilizzabili forandoli con chiodi e piegandone alcune parti.

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Un elmo per gli Dei del VI sec. a.C. nel Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi
 
I fiori? Mettili in testa
Nel museo troviamo una brocca che fu adoperata come dono a Persefone, presso il santuario di Scrimbia. È modellata con le sembianze del volto di una donna di colore: un tipo di vaso molto amato nel mondo greco, con visi sia femminili sia maschili.


Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi: informazioni

Indirizzo: Via Castello 191, 89900 Vibo Valentia

Orario di visita: 9-20 (chiuso il lunedì)

Tel: 096343350


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Centro per i servizi educativi del museo e del territorio










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